lunedì 9 gennaio 2017

L'Epifania tutte le feste si porta via?

Purtroppo si, ma visto che non sono una che si rassegna velocemente ho fatto in modo di godermi queste ferie fino all'ultimo secondo.
Ho concentrato in questa settimana tutto il meglio possibile.

Partendo con le Bughette (e Giulia) in visita per due giorni, con tanto di letto improvvisato sul pavimento, visione di film assolutamente inadatti alla loro età (e infatti dopo Il Colore Viola avevamo tutte gli occhi talmente gonfi a furia di piangere da chiederci se fosse saggio uscire per andare a cena fuori), discorsi campati in aria, uso smodato di feltro e brillantini e compiti da fare.
C'è stato anche un tentativo di fotografarle, ma le piccole si muovono come anguille e la grande fa più scene di me davanti ad un obbiettivo...insomma, ho fatto il possibile, ma ho collezionato solo foto mosse.
Visto che Giulia è stata dei nostri per la prima volta, la foto di repertorio questa volta tocca a lei (anche se la sua espressione da castoro non le rende affatto giustizia...).



Per il pranzo della Befana ci siamo assicurati una full immersion nella Famiglia, con la "F" maiuscola. Così a pranzo c'erano Francesco, le bimbe, la zia Ivana e tutti noi e nel pomeriggio sono arrivati altri membri sparsi della tribù.
Il casino che ne è scaturito è assolutamente indescrivibile e infatti Gio, notoriamente asociale, alle 16,30 ha battuto in ritirata ed è uscito dal suo studio solo alle 20,30 quando il campo si è liberato.
Per non farci mancare nulla, tra un brindisi e la famosa (e alcoolicissima) zuppa inglese della zia abbiamo avuto DUE ricoveri al pronto soccorso: prima Paolo, che ha fatto un triplo salto carpiato dalla sua moto da trial ed è stato ricucito come una cima e poi Marta messa ko dal mal di testa e con la famiglia in piena psicosi da meningite.

In entrambi i casi si è risolto tutto velocemente e senza conseguenze quindi ci permettiamo di scherzarci sopra.
Questa volta di foto ne abbiamo fatte a decine, la macchina passava di mano in mano con una facilità impressionante. Ne abbiamo di tutti i presenti, ma la mia preferita rimane questa...




Per il gran finale, per essere certa di non sprecare nemmeno un secondo di festa e di finire con il botto ecco che Sabato è toccato alle Unne a cena, tra chiacchiere, regali da nerd, brindisi e dolcetti.
Il povero Gio, preda della seconda influenza in due settimane, si è addormentato sul divano del mio studio, a suo dire, a forza di sentirci ridere così forte da sovrastare l'audio della partita in TV.
Temo non scherzasse. 
Come sugello alla serata abbiamo avuto il solito corredo di foto da imbecilli.
Le facce sceme con le cuginette si possono anche giustificare, ma con le amiche, in media ultra quarantenni, si dovrebbero considerare fuori luogo: temo però che la nostra maturità sociale abbia subito una definitiva battuta d'arresto.




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