giovedì 28 dicembre 2017

A Natale puoi...

Anche questo Natale è finalmente arrivato e non ancora passato, perchè per me le feste finiscono solo il 6 Gennaio.
Non un minuto prima!
Ma un bilancio di questi due primi giorni ci sta e lo ammetto è stato tutto esattamente come me lo immaginavo: caldo, bello, agitato, divertente, emozionante e a volte complesso.

Innanzi tutto è giusto dire la febbre ci ha lasciato in pace, credo di aver spaventato pure i germi, ma per dispetto ha sterminato i nostri parenti di Chiavari mettendone ko sei su otto. Così eravamo "solo" in 12 al nostro pranzo del 25 Dicembre, ma abbiamo tenuto alto l'onore e festeggiato anche per gli assenti.

Per il primo anno abbiamo festeggiato il 24 sera nella nuova casa di mia suocera, che da poco è venuta ad abitare sopra di noi.
Questo vuol dire che io e Gio abbiamo madre, rispettiva suocera e zia ognuna a meno di 20 scalini da noi e ci vuole del coraggio per infilarsi coscientemente in una situazione del genere.
Ma contrariamente a quanto si possa immaginar questa situazione per noi è ottimale sotto un milione di punti di vista bene e tra i vantaggi c'è anche quello di non dover più correre da un pranzo ad una cena in giro per Genova. Ormai l'abuso calorico lo abbiamo a portata di mano...non dobbiamo neppure più tirare la monetina per decidere chi deve bere e a chi tocchi invece guidare (che poi si sa, alla fine a guidare ero sempre io!).
Così Sonia ha avuto una festa con un'invasione di parenti e  di regali il 24 sera, un'altra invasione di parenti il 25 a pranzo e una terza infornata di regali e invitati nella giornata del 26.
Immagino non stupisca che sia letteralmente morta di stanchezza ed emozioni, che dorma quasi 12 ore filate a notte e che non abbia aperto neppure la metà dei giocattoli che ha ricevuto in regalo (sembra le basti guardarli nelle loro scatole, impilati in ogni angolo di camera sua)
Insomma, se aspiravamo a stupirla possiamo dire senza dubbio di esserci riusciti!




Negli ultimi due anni le feste sono state teatro di alcune apocalittiche litigate tra me e mia madre.
Tradizione, si potrebbe dire.
E in parte è vero. Una tradizione che ha i suoi lati positivi: il racconto della nostra rissa sulla controversa proprietà delle palline dell'albero di Natale è ormai un pezzo forte del nostro repertorio natalizio e ci permette di intrattenere gli ospiti con risate assicurate. Solo che è un tantino stressante rischiare di cavare gli occhi a tua madre ogni anno solo per poter collezionare aneddoti gustosi.
Così quest'anno abbiamo provato ad eliminare un po' di stress e ci siamo concentrate ad ideare un menù classico che non ci costringesse ai lavori forzati per tre giorni e tre notti.
E se mia nonna ha servito affettati, insalata russa, olive, lasagne e cima con patate per anni avrà avuto i suoi buoni motivi.
Ospiti felici, pance piene fino a scoppiare e poca ansia in cucina.

Vorrei poter dire che questo ci ha permesso di arrivare al 25 senza un solo screzio, ma con i nostri caratteri sarebbe impossibile.
Però non ci siamo tirate le lasagne e non ci siamo prese per i capelli neppure quando abbiamo scoperto di aver fatto in due lo stesso regalo alla stessa persona (Scusa, Serre!!)
Il che non è poi male.

Quindi tutto da copione: abbiamo mangiato e bevuto, bevuto e mangiato, fatto foto (senza neppure troppe lamentele, sembra che la famiglia si stia abituando, finalmente) e spacchettato...
Il momento dello spacchettamento, in particolare, ha rasentato l'incredibile con somma soddisfazione dei bambini presenti, (bambini che per il resto della giornata si sono rotti l'anima a vicenda con una costanza e solerzia che definirei commovente: come fratelli nati sotto lo stesso tetto...  Ora so perché al termine delle feste mia madre finiva sempre con l’insaccare me e mio fratello. Non era cattiveria, ma solo autodifesa contro due che riuscivano a bisticciare anche su chi dovesse andare in bagno per prima)


Quest'anno invece l'idea di divisa Natalizia ci ha un po’ preso la mano.
Abbiamo organizzato una spedizione in centro solo per sceglierla e abbiamo optato per una maglia nera con dei fili argentati.Semplice ed elegante. 
Fin qui tutto bene.
Peccato che poi ci siamo lasciate prendere dall'entusiasmo e abbiamo finito con il comprarci anche un maglione per Santo Stefano, una robina appena appena vistosa, rosso fuoco e tessuto chiaramente con i festoni dell'albero di Natale. Basta infilarselo per sembrare delle balene di lustrini vestite ed avere un principio di orticaria ovunque ti sfiori la pelle.
Ma come rinunciarci? Era talmente kitch da rasentare la perfezione!

Sonia è in un milione di foto, ma in questo momento vogliamo evitarle una esposizione virtuale. Dopotutto tutti sanno già tanto di lei, non è detto che pure la sua faccia debba diventare bene comune.
Quindi le foto più belle non posso postarle se non oscurandole il viso. Ma posso giurare che la bambina è molto più fotogenica di noi, per fortuna sua.



Ora ci prepariamo per capodanno ed Epifania e mentre diamo gli ultimi ritocchi ai menù ragionando di sughi al cinghiale, arrosti al latte, antipasti ed aperitivi e pure un paio di merende per gli amici che ancora non abbiamo visto, una parte di me continua a chiedersi una e una sola cosa: ma se servissimo un intero pranzo a base di quattro salti in padella se ne accorgerebbe davvero qualcuno?

Prima o poi farò la prova…

sabato 23 dicembre 2017

Bollettino di guerra:

...tre recite saltate su tre a causa di stati influenzali vari (pazzesco in quante schifide manifestazioni di malattia possano esibirsi i bambini senza perdere neppure troppo il sorriso).
Forse siamo leggermente cagionevoli, ma non ci arrendiamo.
L'obbiettivo è godersi il 24 sera e la festa del 25 e possiamo farcela.
Manco un asteroide in rotta di collisione con la terra riuscirebbe a diminuire il mio spirito natalizio e rovinare quello che ho in serbo per Sonia!
Influenza, non ti temo!!!
Punto!

giovedì 21 dicembre 2017

Lavoretti Natalizi e non...

La produzione Natalizia è stata copiosa...e per il primo anno ci abbiamo lavorato  a 4 mani.
Sonia è una aiutante tremendamente umorale e con gusti tutti suoi,sempre con un'idea per stravolgere il progetto originale, ma è piena d'entusiasmo e soprattutto si diverte.
L'unico problema è che manifesta una insana predilezione per la colla a caldo, ma sembra ignorarne i rischi ed essendo mostruosamente sbadata ha rischiato di incollarmi al tavolo da lavoro più volte...

In ogni caso il mercatino di beneficenza della chiesa di Pino ha avuto il nostro primo contributo Madre&Figlia e tanto mi basta per esserne orgogliosa.



domenica 17 dicembre 2017

Manca poco, ormai...




Ci siamo, quella appena trascorsa è la penultima settimana prima di Natale: da oggi mancano solo sette giorni al 
grande evento!
A riguardo non posso sbagliarmi, perchè Sonia fa il conto a rovescio più volte al giorno: la sua attitudine alle feste invernali assomiglia pericolosamente alla mia.
Le sue aspettative sono mostruosamente aumentate da quando abbiamo addobbato casa e crescono esponenzialmente ogni giorno che passa. Se fossi una persona normale potrei anche aver paura di non riuscire a soddisfarle, ma diciamolo, il Natale è il mio punto forte e non temo nulla.
Neppure l'entusiasmo trascinante di una peste di sette anni!

Visto che dal 20 al 24 Dicembre perdo letteralmente coscienza di me, va da se che questi siano statigli ultimi giorni disponibili per le incombenze pre-festeggiamenti.
Che, in teoria, non dovrebbero esistere. Perché complice l’eccesso di tempo libero a mia disposizione quest’anno mi sono organizzata in maniera quasi maniacale: ho comprato l'ultimo dei regali a Novembre, ho addobbato casa come non si vede neppure nei film della Disney, ho tutte le playlist natalizie pronte su Spotify, ho scritto i biglietti d'auguri, stabilito i menù,  fatto scorta di panettoni e torroni prima ancora che arrivasse Dicembre, prenotato il parrucchiere e persino fatto tutti gli inviti per le intere festività...compreso quello per il pranzo del sette Gennaio. 
Insomma una perfetta macchina da guerra alimentata a cioccolata calda e biscotti allo zenzero e organizzata per ridurre lo stress al minimo ed evitare dimenticanze dell'ultimo minuto.
In teoria.
Perché, in pratica, io i miei regali li ho anche comprati, ma mia madre i suoi no e si sa, la genitrice al momento di scegliere è più indecisa di Amleto durante il famoso monologo.
E così nonostante tutta la mia preparazione ho finito con il passare la settimana facendo tutto quello che avevo giurato di non fare: sono andata negozio per negozio nel periodo peggiore dell'anno, sono entrata da Viberti con l'animo di una condannata al rogo e ho guardato attonita donne metterci venticinque minuti per scegliere una camicia da notte.
Ho patito la ressa dei posteggi in seconda fila, degli spintoni, combattuto contro ultraottantenni che pur di passarti avanti in una coda si tramutavano in centometriste e ingollato ettolitri di caffè… rendendo un pessimo  servizio ai miei nervi.
Così imparo a  non marcare stretta mia madre!

Ah, questo è il primo ritratto Natalizio che ci ha fatto Sonia. Posa compresa. Si, persino la mia espressione è stata decisa dalla fotografa.
Non so bene quale fosse il messaggio che voleva lanciare al mondo, ma gestisce messa a fuoco e luminosità meglio di Gio e mia madre messi insieme.

domenica 10 dicembre 2017

8 Dicembre: si comincia!!



Se il primo giorno di Dicembre è, con le sue promesse di festività in arrivo, una delizia, l'Immacolata da queste parti è un vero e proprio tripudio di entusiasmo.
Questa è l'unica festa comandata (e non) in cui in questa casa non si organizzi un pranzo/cena/merenda o aperitivo. Il che è già di per se un evento senza pari.
Ma c'è un motivo: non abbiamo tempo per pensare a quisquilie come il mangiare. L'8 Dicembre è il giorno delle decorazioni!
Come tradizione vuole, questo è il momento in cui mi sento autorizzata a tramutare questa casa in una succursale del villaggio dei folletti di Babbo Natale.
Il che vuol dire invadere la casa di scatole e scatoloni, sballare palline e nastri, montare l'albero, prepararsi a un'invasione di glitter, fiocchetti feltro e paillettes e soprattutto pregare ardentemente che i contatori reggano l'impatto delle duemila lucette che spargo in giro.
Dopo anni di fiera resistenza persino Gio è ormai assuefatto a illuminazioni, cioccolate calde, candele alla cannella e non protesta neppure più di fronte all'intera discografia di Bublè usata come sottofondo dalla colazione al bacio della buona notte.
Questo poi è il primo Natale di Sonia con noi e questo ha portato la mia ansia da prestazione a fare un triplo salto carpiato verso livelli raramente raggiunti.
Ansia che si è sublimata nell'acquisto, addobbo e posizionamento in ingresso di un festone supplementare di quasi due metri, una robina appena accennata che da sola invade il metà dello spazio vitale utilizzabile...giusto per non essere tacciata di scarso spirito natalizio.
Voglio dire, non vorremmo mica far passare alla bambina un Natale sottotono.
Sonia, dal canto suo ha affrontato tutto con il consueto equilibrio.
E' passsata dal saltellare intorno allo scatolone dell'albero ad annoiarsi alla quinta pallina sistemata, per poi tornare dieci minuti dopo più carica di prima e far passare meno di dieci minuti prima di cominciare a lamentarsi di quanto ci volesse a finire il lavoro. Però ha terminato la giornata correndo per casa come una ossessa esultando, strillando e letteralmente saltellando di gioia di fronte ad ogni decorazione.
Abbiamo dovuto penare per farle accettare che non le avremmo permesso di dormire tenendo accese tutte le lucine con cui le avevamo addobbato la camera.
Mi pare quindi di poter affermare che il Natale le fa lo stesso effetto che fa a me.

Quasi quasi sento un filo di pietà per il Povero Gio...

venerdì 1 dicembre 2017

Calendario dell'avvento: feste, arriviamo!!

Il mio amore per il Natale, si sa, sfiora la patologia, per non dire che va ampiamente oltre.
Non stupisce che quindi oggi io sia all'apice dell'esaltazione: il primo giorno di Dicembre in questa casa è festa grande.
Inizia il mese più bello dell'anno, da ora è tutta una tirata fino a Natale tra fiocchi e catenelle, concerti di Natale, Genova vestita a festa, luci e palline e pacchetti regalo.
Quest'anno, complici le mattinate libere ho già finito l'inventario degli addobbi, comprato quelli mancanti (o meglio aggiunto alla mia già sconfinata collezione altri addobbi di cui non avevo bisogno ma a cui non potevo assolutamente rinunciare: peggio di un tossico di fronte alla dose giornaliera), preparato un tot di oggettini per il mercatino di beneficenza della chiesa e comprato tutti i regali di Natale (un risultato epico che temo non riuscirò mai più ad eguagliare).

Per la prima volta mi sono pure levata la soddisfazione di preparare un calendario per l'avvento destinato a rimanere in questa casa e da questa mattina sulla nostra libreria ho potuto appendere il nostro primo calendario dell'avvento: fatto e riempito per il primo Natale di Sonia tra noi.


Ora non resta che farsi un chai latte molto speziato e godersi le feste!!


martedì 31 ottobre 2017

Ad un passo da Halloween...




Questa storia della maternità mi sta un pochino sfuggendo di mano.
Ammettiamolo io non sono abituata ad avere tutto questo tempo libero!
E nonostante ormai sia a casa da mesi, non ho ancora imparato l'equilibrio tra le cose da fare e l'enorme quantità di tempo che ho per farle: alle nove del mattino ho già fatto i letti, pulito la cucina, fatto partire la lavatrice e bevuto il terzo caffè.
E a quel punto non mi resta che guardarmi sconsolata in giro e interrogarmi sul mio ruolo nell'universo (e farmi  un altro caffè...e poi un altro).
Così visto che raccogliere granellini di polvere dal tappeto della bambina e organizzare la sua biancheria intima in scala cromatica non è poi così esaltante finisco col dedicare le mie energie ad attività altrettanto inquietanti.
Per capirsi, a inizio Ottobre avevo già ritagliato e cucito tutte le decorazioni autunnali, con tanto di fuori porta con fantasmino pronto per il nostro primo Halloween da famiglia bambino munita. Roba che persino Muciaccia e il suo Art Attack sembrano dei principianti allo sbaraglio.
La scorsa settimana, per un avviso che consigliava di controllare le teste per la presenza di pidocchi a scuola, ho messo in atto una disinfestazione che credo non si attuasse dall'epidemia di peste del 1600
Ovviamente di pidocchi e uova non ne ho visti nemmeno mezzi, ma mi pareva brutto non reagire con fermezza di fronte ad una possibile infestazione.
Giusto per fare capire a quelle bestioline che persone siamo.
Due giorni fa mi sono data alle composizioni floreali (con fiori rigorosamente finti) per ingentilire l'ultima, derelitta, mensola del nostro bagno. Che ora sembra il banco di un fioraio. Sarebbe bellissimo se senza accorgermene non avessi comprato dei crisantemi.
Insomma, fa un po' menagramo...
Ho quasi messo a punto una rotazione bisettimanale di pranzi e cene, per assicurare a tutta la famiglia il giusto apporto di fibre e vitamine (anche se Gio fa una incomprensibile resistenza al cavolfiore saltato).
In questo clima di nullafacenza la mia leggerissima ossessione per il Natale ha trovato terreno fertile.
E così, siamo al 31 di Ottobre e ho già comprato l'85% dei regali di Natale.
E quelli che non ho comprato li ho comunque già scelti.
Ho deciso il restyling della casa in clima natalizio: tende e cuscini nuovi, con l'aiuto della suocera che per essere una che odia il Natale ha manifestato una inimmaginabile predilezione per stoffa rossa e oro e in casa abbiamo praticamente messo a punto i menu per i prossimi dieci anni di feste comandate.

Insomma, troppo tempo e troppe idee bizzarre da mettere in pratica.
Grazie al cielo alle quattro la figlia torna da scuola e posso riprendere contatto con la realtà e dedicarmi ad attività molto più interessanti. Tipo litigare per i compiti, sbraitare per la doccia, minacciare per mangiare la verdura e borbottare per le pantofole perennemente in giro per la casa (qualcuno mi dica, vi prego, che colla usate per appiccicarle ai piedi dei vostri figli)

Forse è venuto il momento di iscriversi in palestra...

venerdì 20 ottobre 2017

Si scrappa!

Nei ritagli di tempo e con Sonia come consulente (e alcune sue azzardate opinioni sugli accostamenti di colori sono state eluse con l'inganno, spostando la carta appena lei girava l'occhio, lo ammetto), ma si trova ancora il tempo di scrappare.

Questo poi è un progetto iniziato mesi  (e mesi)fa e consegnato solo la scorsa settimana.
Sembra comunque che i destinatari abbiano gradito, nonostante credo si fossero belli e dimenticati di avermi commissionato l'album per il loro viaggio di nozze.




giovedì 14 settembre 2017

Back to School...

(Settimana 37: dal 11 al 17 Settembre)



...beh, "back" per gli altri, perché per noi, questa è una storia nuovissima.
Iscrizioni, moduli e certificati da presentare, libri da ordinare, quaderni a quadretti di quattro o cinque
millimetri, grembiuli neri e servizio mensa.
Questo è mondo di cui non sappiamo assolutamente nulla.
Io e Gio siamo andati a scuola nel giurassico, quando non c'erano liste di delegati per recuperarci a fine lezione, ma venivamo mollati tutti in mezzo alla strada senza rimorsi.
In questo nuovo mondo invece, non solo non può rapirti nessuno, ma è tutto organizzato.
In cartoleria ti ordinano i libri di scuola senza che tu neppure dica quali ti servono: loro lo sanno già, sanno quelli di ogni scuola del creato, penso. E te li consegnano già opportunamente ricoperti di plastica trasparente anti graffio, scarabocchio e pure anti proiettile.
E io che mi aspettavo di ridurmi come mia madre, che ricopriva tutto la sera prima di cominciare la scuola  (a mia madre piaceva vivere sul filo del rasoio!).
In questa nuova scuola l'occorrente va tutto etichettato, ogni singola matita, gomma, forbice e pennello. Una novità stupefacente per me, che alle elementari ero famosa per perdere un intero astuccio in due giorni. E infatti, ricordo ancora con gratitudine infinita Raffaella, che mi ha prestato la sua gomma da cancellare per anni. Dove era la mia? Non lo so, credo si vaporizzasse al mio ingresso a scuola.

Questa mattina ci siamo svegliati con almeno un'ora e mezza di anticipo (Gio ama la puntualità...) per preparaci al grande giorno.
Vestiti, cartella, grembiule e merenda
Sonia era agitata, ma nulla rispetto a  noi che abbiamo vissuto l'evento con una, credo, comprensibile emozione.
Le elementari sono importanti!
Io, poi, ero ancora più in ansia di Gio, dopotutto Sonia oggi è entrata nella stessa scuola in cui sono andata io. Cinque aule e un giardino che pullulano di ricordi!
La vita ti può portare ai 4 angoli del mondo, ma se sei stato uno dei bimbi della scuola di Pino lo
rimani in eterno.
E io lo so bene, visto che a guardarmi in giro, tra i genitori,  questa mattina, non facevo che rivedere
facce di persone con cui ho diviso il banco, la ricreazione, il pulmino e le maestre.
Quindi l'emozione ci stava tutta e vista la situazione credo di essere stata più che brava: ho versato un'unica solitaria lacrimuccia, provvidenzialmente nascosta dagli occhiali da sole. E si, lo so che oggi pioveva, ma mica potevo rischiare di piagnucolare davanti a tutti! Avrei rovinato la reputazione di mia figlia per l'eternità!
Sonia invece è stata stoica fino all'ultimo: quando hanno aperto le porte si è infilata dentro senza una sola esitazione, a parte un rapidissimo sguardo di saluto e via, chiacchierando con una bimba appena conosciuta.

Dal lato mio ho solo una minuscola preoccupazione: come farà a stringere amicizie durature e sincere senza nessuna gomma mancante da condividere?

...potrei sempre manometterle l'astuccio...

venerdì 8 settembre 2017

Sardegna "Mon Amour"? Certo che No!




La Sardegna non è il mio elemento, lo sanno anche le pietre, ormai.
Sole, sabbia, caldo e sale sulla pelle non esercitano su di me la benché minima attrazione.
E chi sperava che la maternità mi convertisse alle gioie della villeggiatura si è drammaticamente
sbagliato.
Cosa che, per altro, ho sempre saputo.

Il punto della situazione è bello e fatto: la casetta tra gli ulivi c'è, il mare cristallino è sempre lo stesso, il sole accecante pure e la spiaggia non si è mossa.
Chicco continua a cucinare come se non ci fosse un domani e l'orgia calorica è ormai una certezza e mia suocera si ricorda persino di farmi trovare il mio chinotto preferito sempre in fresco nel frigo.
Insomma il programma non è cambiato di una virgola.
"E di che ti lamenti?" si potrebbe dire.
Innanzi tutto, il fatto che avere una figlia di sette anni fa nascere nuovi obblighi a cui non avevo mai pensato.
Sembra, ad esempio, che una madre per bene almeno un bagno in mare al giorno debba proprio farlo. E io ero capacissima di non farne più di uno a settimana.
Inoltre, con una bambina al seguito sembra disdicevole pensare di nutrirsi solo di ghiaccioli e malumore e non emozionarsi fino alle lacrime per ogni sbilenco castello di sabbia che viene costruito.
Per non dire della quantità di palette, palloni, tavolette, cuscinetti gonfiabili, maschere e boccaglio e secchielli, costumi di ricambio, libri e libretti che improvvisamente invadono le nostre borse facendoci sembrare dei venditori ambulanti.
Insomma un sacco di roba nuova a cui non ero preparata.

Per fortuna, in spiaggia padre e figlia parlano a stessa lingua e sembra trovino emozionante ogni cosa.
Perchè  ovviamente, Sonia il mare lo adora, nuota come un pesce, e fa a gara di abbronzatura con Gio: battendolo pure!
Sono quindi sempre più sola nella mia battaglia contro l'estate e le sue, discutibili, gioie.
Temo dovrò farmene una ragione.
Come se non bastasse, un tempo, Gio passava tutta la vacanza a minimizzare le mie fonti di fastidio, nel tentativo di regalarmi la vacanza più perfetta possibile.
Mi spostava il lettino all'ombra, mi riforniva di caffè sotto l'ombrellone, mi caricava in macchina e portava a casa al primo accenno di fastidio e controllava pure costantemente che non mi arrossassi troppo per il sole.
Invece, da due mesi a questa parte, mio marito ha perso la testa per una piccola peste che non arriva al metro e trenta di altezza e di fronte ad un suo "Papaaaaà, vieniiiii!!!" tutto sparisce.
Potrei cospargermi di benzina e darmi fuoco e non se ne accorgerebbe!

E visto che, nonostante le mie preghiere accorate, neppure un piccolo tifone è venuto a interrompere la tragica maratona di mare, sole e caldo ecco che quest'anno mi sono pure abbronzata.
Sul serio!
Vabbè, al massimo delle mie capacità.

.

lunedì 21 agosto 2017

Chiedo Venia!


...e si, va fatto!
Perchè come tutte le persone senza figli ho sempre pensato che la maternità fosse cosa di facile gestione.
Un po' come i singles che dispensano consigli di coppia a destra e a manca, come gli studenti che credono di poter pontificare sul mondo del lavoro, come gli astemi che spiegano come liberarsi dell'alcolismo.
Pensavo davvero bastasse leggere un sacco di libri, decidere a tavolino che tipo di genitore volessi essere e poi attenermi al piano.
Insomma che ci vuole? Tu comandi e il pargolo obbedisce. Tu insegni e lui impara.
Che stolta. 
Fare i genitori è come andare in guerra.
Ogni giorno.
Sono madre da meno di due mesi e già il senso di inadeguatezza mi attanaglia.
Dopo essermi preparata divorando libri, articoli, riviste e pattugliando ogni intervento social destinato alla maternità ho ottenuto il solo risultato di scoprire che non so proprio niente.
Voglio dire, qui si sbaglia. 
Sempre.
Quando sono permissiva mi sento sulle spalle la futura responsabilità di aver cresciuto una figlia senza spina dorsale e incapace di affrontare le avverstità. Allora decido di essere "severa, ma giusta" ed ecco che lo spettro della Signorina Rottenmeier che tormenta la povera Heidi, mi perseguita la notte.
Per altro chi abbia passato più di sette minuti a cercare di far fare i compiti al proprio figlio SA che la Rottermaier aveva ragione!! Un bambino in quei momenti saprebbe far saltare i nervi ad un santo.
E a proposito di far saltare i nervi, vogliamo parlare della regina di tutte le risposte infantili? 
Qualsiasi cosa tu chieda, ordini, suggerisca o pretenda la prima risposta che otterrai sarà sempre e comunque: "un attimo"!
Dovrebbero scrivere un capitolo apposta su ogni libro di educazione infantile. 
Ora, a questo riguardo non mi resta che fare ammenda pubblica e chiedere scusa a mia madre per le sofferenze psicologiche che le ho involontariamente causato e ringraziarla per non avermi ammazzato ad ogni "un attimo" pronunciato.
"Mamma perdonami: non sapevo cosa (ti) stavo facendo"
Improvvisamente, invece, comprendo perchè ogni madre che io conosca non fa che parlare della abitudini alimentari della propria progenie. 
Io, presuntuosa che non sono altro, pensavo fosse per carenza di altri argomenti. 
E invece no. E' necessità: perchè a tavola si combattono guerre degne dello sbarco in Normandia.
E tu devi sfogarti con qualcuno (nella recondita speranza di scoprire che se la passa peggio di te, aggiungerei)!
Si passano ore a chiedersi come nutrire la creatura e non sai mai se è tanto o poco. Se tua figlia morirà per carenza di vitamine, perchè non hai il coraggio di spingerle il polpettone (o altra verdura) in gola usando un imbuto o se non si troverà a lottare contro l'obesità a 15 anni perchè l'hai riempita come un tacchino.
Pure la doccia è un terreno scivoloso che immagino scateni in mia figlia conflitti interiori alla Jekyll e Hyde: per infilarla in acqua è necessaria la giusta alchimia tra lusinghe e minacce di morte e per farla uscire ci vorrebbe un'incursione armata.
E non mi dilungherò sui capelli, basti dire che fare due dannati codini simmetrici è un'operazione che 
fa sembrare la cardiochirurgia una bazzecola.

Ma tranquilli, non mi sto lamentando: dopotutto fare i genitori è più avventuroso che scalare l'Everest e sono certa dia pure soddisfazioni più grandi.
E poi, come ha detto una volta mia madre, i figli danno dipendenza.
Una volta che li provi non puoi più farne a meno.


lunedì 14 agosto 2017

Le nostre prime sei settimane

(Settimane 30, 31 e 32: dal 24 Luglio al 13 Agosto)

Dovrebbe quasi essere tempo di bilanci, ma più i giorni passano più mi rendo conto che questa avventura sarà molto più lunga di quanto avessimo immaginato.
Quindi se per il mondo siamo una famiglia da solo sei settimane io posso dire con certezza che mi sembra siano passati quasi sei mesi...o forse sei anni. 
Perchè, giorno dopo giorno, qui sta cambiando proprio tutto. 
A volte i cambiamenti sono stati quasi invisibili, altre  talmente grandi e veloci da non poterci credere. 

Nelle prime settimane "Impegno" è stata la nostra parola d'ordine.
Ci siamo impegnati davvero tutti: noi ovviamente, ma anche e soprattutto lei. Tutti e tre a cercare di essere perfetti, di piacere gli uni agli altri, di dire e fare sempre la cosa giusta. 
Giuro, cercare la perfezione può essere incredibilmente stancante... e altrettanto frustrante. Dopo un po' abbiamo iniziato ad accorgerci che ad impegnarci troppo c'era il rischio di morire tutti di ansia.
Così abbiamo messo da parte i piani e tabelle di marcia e abbiamo mollato gli ormeggi.
Ci simo concessi le nostre prime litigate (io e Gio), i primi capricci, le prime sgridate, i primi tutto... 
E appena ci siamo levati di dosso un po' di perfezione ci siamo scoperti molto più veri.
E pure più simpatici.
Non è stato sempre facile. Abbiamo avuto innumerevoli serate passate sul divano, stanchi morti a chiederci se fossimo abbastanza bravi e  forti per farcela, abbiamo messo in discussione tutte le nostre certezze, abbiamo chiesto  consigli e conforto, mandato all'aria tutti i piani, per poi rifarli e rifarli ancora.
E un pomeriggio mi sono girata a guardare quella bambina entrata nella mia vita e mi sono resa conto che non sarei più stata capace di vivere neppure un'ora senza di lei.
Fino all'attimo prima era la bambina che mi era stata affidata, la bambina che avevo tanto voluto e aspettato, la bambina da nutrire, curare, accudire ed educare, a cui fare i codini la mattina e la doccia la sera e l'attimo dopo era mia figlia. 
E' stato un colpo al cuore.

Così, tra una giornata buona e una meno buona, tra nuove regole ed esigenze a cui non ci eravamo 
preparati,  abbiamo smesso di impegnarci per essere una famiglia e ne siamo diventati una.

Con tutto quello che comporta



lunedì 10 luglio 2017

Vitaccia...

(settimana 26 e 27 dal 26 giugno al 9 Luglio...) 

Che dire, sono in maternità eSonia è con noi, quindi niente lavoro ne viaggi in giro per la regione per poterla vedere.
Cosa resta? Una lunga, faticosa, stressante estate di ferie, piscina e relax: mica male!
Potrei quasi abituarmici...


lunedì 26 giugno 2017

Burocrazia portaci via

(Settimana 24 e 25: dal 12 al 25 Giugno)

Quanto odio la burocrazia!
Sempre di più, soprattutto ora, perchè a quasi due mesi dall'abbinamento Sonia è ancora ostaggio della casa famiglia e noi percorriamo in lungo e in largo la Liguria per andare ad incontrarla.
Quando ci danno il permesso di farlo.
Quindi due o tre volte la settimana al massimo, giorni che ci vengono comunicati di volta in volta con contorno di errori, tentennamenti e cambi di idea.
Perchè si incasinano, spesso e volentieri. 
E così andiamo avanti e indietro.
Ci promettono di poterla tenere tre giorni a casa con noi, ma poi i giorni diventano due. 
Giurano che da dal fine settimana non ci saranno più rientri in casa famiglia, ma poi manca proprio quel modulo indispensabile che deve firmare proprio quella persona particolare che guarda caso è andata in ferie senza farlo ed ecco che è tutto rimandato.
Il tribunale da la colpa all'assistente sociale e l'assistente sociale da la colpa al tribunale. E nel mezzo sta la casa famiglia, che sopporta stoicamente le mie ire e le telefonate ossessive con cui mi accerto che non si siano dimenticati di noi.
Noi che ci ritroviamo ad avere una valigia piena dei suoi vesisti a casa, mentre lei è ancora a Rocchetta (e tra le altre cose ci chiediamo cosa le mettano addosso).

E poi, quando abbiamo ormai deciso che è il momento di passare alle maniere forti e trovarci un avvocato ecco che arriva la telefonata che aspettavamo.
Sonia è "nostra".
Niente più rientri, niente Casa Famiglia nè assistenti sociali.
Da ora siamo solo noi.


E improvvisamente arriva il panico...


lunedì 12 giugno 2017

E dopo il primo incontro?

(Settimane 22 e 23: dal 29 Maggio all'11 Giugno)

...si parte con l'affiancamento!
Che non è facilissimo, diciamolo subito.
Intanto perchè nostra figlia vive a 80 Km di distanza da noi. Quindi guidiamo. Guidiamo tanto, avanti e indietro e poi di nuovo avanti e ancora indietro. E a furia di andare e ritornare impariamo persino a memoria i nomi di ponti e fiumi che attraversiamo e nel frattempo incastriamo turni al lavoro, chiediamo ferie e permessi, sperando che i colleghi costretti a coprirci (e che non ringrazieremo mai abbastanza per la disponibilità dimostrata) non ci ammazzino per le continue assenze.

Durante gli incontri, all'inizio con noi, c'è un "osservatore", qualcuno con il compito di controllare che vada tutto al meglio, che non capitino incidenti e soprattutto, sospetto io, che noi non si rapisca la povera bambina. Per fortuna, da questo punto di vista ci va alla grande perchè la psicologa che ci è stata assegnata è gentile e pacata e per la prima volta da quando abbiamo cominciato il percorso adottivo non ci fa sentire inadeguati.
Ed è quasi un miracolo.
E' una persona talmente piacevole, e sinceramente interessata a nostra figlia, che quando ci informa che abbiamo passato la prova e che siamo pronti per le visite da soli ne siamo quasi dispiaciuti.
Dispiaciuti e spaventati a morte, perchè da qual momento ce la dobbiamo smazzare noi, senza rete di salvataggio e non siamo mica sicuri di essere all'altezza.
Ed ecco che si riparte con le paranoie: cosa le facciamo fare? Dove la portiamo? Avrà mangiato abbastanza? O non l'avremmo per caso fatta mangiare troppo? E se la riportiamo in casa famiglia con il mal di pancia e ce la levano per manifesta incapacità genitoriale?
E se invece si sta annoiano?
E se non e piacessimo?
Perchè poi la paura è quella: se è lei a non volerci?

Così per un mese ci si improvvisa organizzatori d'eventi più che genitori adottivi. E si va al fiume (senza costume, asciugamani o crema solare...eh si, la prima prova in esterna non è stata un granchè...), o a fare shopping (che a sette anni non è che sia poi un gran divertimento), si fa un giro al maneggio (nel giorno di chiusura del maneggio: e riusciamo ad entrare solo perchè la proprietaria è mossa a pietà dalla mia faccia disperata) e con il sole a picco sulla testa si mangiano gelati che si squagliano (finalmente so perchè mia madre pretendeva che io mangiassi SOLO coppette e mai coni), costringendoci a rivestirla da capo a piedi e poi rientriamo e a casa si passa la sera su internet a cercare tutte le attrazioni a misura di bimbo del circondario, dal parco avventura alla spiaggia attrezzata e poi si affittano stanze per mezza liguria tra cui un B&B con piscina e campo da calcio e dalla mia borsa spariscono prima il profumo, poi la borsa per il trucco e pure il secondo libro per lasciare spazio a tutto l'occorrente per divertire la ragazza, dai colori alla palla, passando per le perline.
Insomma, l'affiancamento è una prova tosta, ma noi ci impegniamo per superarlo al meglio.

E lei?
Lei sinceramente sembra la più tranquilla di tutti, si diverte con tutto quello che le proponiamo e non fa una piega neppure quando ce ne stiamo seduti da qualche parte a dire scemenze.
Lei chiede solo di vedere la sua nuova casa e conoscere il gatto Osvaldo.

...ed è pure molto brava a pulire piscine: possono testimoniarlo quelli del B&B a cui per "divertirsi" lei e Gio hanno tirato a lucido mezza struttura: ci hanno persino fatto uno sconto di fine soggiorno!



lunedì 29 maggio 2017

E' stato Amore a prima vista?

Si... No... Bho... Forse...

Perchè nonostante siano passati giorni è davvero impossibile descrivere quella prima ora assieme a nostra figlia.
L'ora più lunga e più corta delle nostre vite.
Non so, sinceramente, se esista l'amore a prima vista in questi casi.
Se ci ripenso la cosa che ricordo meglio è che avevo una paura maledetta, che aveva paura Gio e che ce l'aveva anche lei, la nostra bambina, quando è entrata nella stanza in cui l'aspettavamo.
Il nostro, ammettiamolo, è stato prima di tutto un incontro di terrori.
E di speranze e sogni tutti diversi l'uno dal'altro
Eravamo tutti troppo agitati, troppo spaventati, tutti sotto esame, sotto stress e tutti alle prese con aspettative e ansie e per un'ora abbiamo solo cercato di fare colpo.
Noi su di lei e lei su di noi.

Ma, mentre tornavamo a casa, in macchina, quando abbiamo cominciato a ritrovarci padroni di noi stessi e dei nostri pensieri, allora abbiamo scoperto che si, ci stavamo innamorando.
Di una bimba col vestito della festa e una buffa treccina.
Di una bambina che ha tentato in tutti i modi di dimostrarsi allegra e forte e solare e sorridente. E neppure immagino che fatica le sia costato, alla sua età, fingere di non aver paura di quello che stava succedendo.
Di una bambina che mi ha chiamata mamma dopo meno di venti minuti, giusto per farmi capire subito che non era in cerca di compromessi. E che noi ci stavamo prendendo una grande responsabilità: questa cosa dobbiamo farla funzionare
Perchè non è ammesso sbagliare, d'ora in poi...

In quella stanza si sono incontrate le nostre paure e il desiderio di tutti di diventare una famiglia.
E a chi dice che in una famiglia devi nascerci e non puoi entrarci come si entra nell'esercito io dico che si sbaglia alla grande.
Le famiglie sono fatte di tante cose, di sangue in comune e antenati e patrimoni genetici che si tramandano.
Ma sono anche e soprattutto l'incontro del desiderio di essere madre e padre e figlia: e in questo noi lo siamo senza dubbio

Quindi no, non è stato amore a prima vista, ed è meglio così, perchè l'amore a prima vista è terribilmente sopravvalutato.
E' stato meglio.
E' stato vero... ed è appena all'inizio... ed è tutto nostro...

(Settimane 20 e 21: dal 15 al 28 Maggio)



lunedì 15 maggio 2017

E se passassimo agli ansiolitici?

Questa mattina Gio, ancora nel dormiveglia, se ne esce così:

-Momi, questa notte ho sognato il Nostro Giovedì-
Che per chi non lo sapesse ancora è il giorno del fatidico incontro con nostra figlia.

-E nel sogno lei com'era - faccio io, che ucciderei per sapere che faccia ha e per un attimo ho pensato che sperare in un sogno premonitore non fosse poi troppo assurdo.

E lui, serafico -Ah, non lo so, non ho sognato l'incontro, ma solo l'ansia delle ore prima-
Che dite, lo ammazzo?


lunedì 8 maggio 2017

Ode alle mensole...e a chi te le appende al muro!

(Settimane 17 e 18 Dal 25 Aprile al 7 Maggio)

Devo ammetterlo, dal 21 di Aprile i pensieri miei e di Gio sono abbastanza monotematici.
Nostra figlia.
E niente altro.
Siamo passati da momenti di euforia profonda e iperattività al limite del criminale a ore trascorse sul divano, senza dire una parola, con un sorriso ebete stampato sulla faccia.
Dopo anni di insonnia improvvisamente ci addormentiamo alle dieci e mezzo di sera e la mattina non ci svegliano neppure le cannonate. Nervosismi, ansie, stress e ipocondrie varie si sono volatilizzati da un momento all'altro e adesso, tra un festeggiamento e l'altro (perchè in effetti festeggiamo più o meno una volta ogni due giorni) non ci resta che aspettare che ci sia concesso di incontrare la nostra Giraffina tanto immaginata.

E nell'attesa dell'incontro della vita si poteva pensare di volare basso e prendersela comoda.
Ma siamo sinceri, io sono una che ha ristrutturato casa 3 volte in sette anni senza motivo apparente, vi pare possibile che potessi affrontare questo enorme cambiamento con le mani in mano?
Ovviamente no.
Il copione, quindi, si è ripetuto preciso e puntuale come tutte le altre volte.
Prima una settimana a perlustrate il fido Pinterest, poi un controllo ossessivo del sito dell'Ikea e di tutti i mobilieri che mi piacciono, per finire con quattro pagine di cose da fare, ordinatamente (quasi ordinatamente...) elencate sul mio onnipresente quadernetto.
Purtroppo gli ultimi lavori hanno esaurito le migliorie in muratura che questa casa poteva concedere così mi  sono dovuta limitare ad arredi e suppellettili...e tutt'ora mi sembra impossibile di non aver trovato neppure un muretto da far buttare giù...

Dopo aver trascinato  il mo povero marito per ogni paradiso degli amanti del bricolage, dopo aver scelto scrivania, libreria, aver provato poltrone di ogni foggia e dimensione, dopo essere andata fin ad Alessandria per ordinare l'armadio perché non ne ho trovato nessuno all'altezza in questo comune, dopo aver ragionato tra muri bianchi o muri colorati, tendine si o tendine no è finalmente entrato in gioco il Cugino Francesco, che normalmente fa l'impresario edile, ma che ogni tanto presta braccio e avvitatore elettrico a me e Gio salvandoci dalla nostra stessa inettitudine
Perché, se è vero che sono l'asso del (piccolo) montaggio Ikea è altresì vero che oltre quello non vado e Gio...beh, Gio avrebbe difficoltà anche con le istruzioni del tavolo di Barbie (è rimasta famosa la volta in cui, deciso a dimostrami che chiunque può assemblare una cassettiera, me l'ha montata con tutti i cassetti a rovescio...)
Insomma, in due non riusciremmo ad appendere al muro una mensola neppure con l'intervento del Divino, figuriamoci fissare un'intera libreria.

Ora, ci tengo a dirlo, il Cugino Francesco è l'uomo più paziente dell'universo, lo dimostra il fatto che in nessuna delle nostre ristrutturazioni mi abbia mai messo le mani al collo per ridurmi al silenzio.
E questa volta ha superato se stesso passando un'intera giornata a montare, avvitare, fissare qualsiasi cosa mi venisse in mente, da un numero spropositato di mensole alla libreria in corridoio, passando per lo smantellamento di un lavandino che gli avevo fatto murare meno di due anni fa e una serie infinita di piccoli lavoretti che fatico persino a ricordare.
E visto che per tutto il tempo mi ha avuta intorno, saltellante e agitata mentre montavo comodini e cassettiere porta giochi, a metà mattina, mi ha dato persino accesso alla sua cassetta degli attrezzi dove mi sono innamorata di un fantastico cacciavite a punte scambiabili al cui confronto il mio cacciavite spannato del secolo scorso è morto di vergogna.
Alle cinque e mezza, e solo quando anche l'ultimo pensile era fissato, lo abbiamo liberato, ma solo perché temevamo che la famiglia ci denunciasse per rapimento

Ma quando lui è uscito noi abbiamo potuto tirare fuori i pupazzi e la collezione di libri per l'infanzia che tenevamo in attesa da anni, e ora la camera degli ospiti può finalmente essere  una cameretta per bambini.



Per inciso, la mia infatuazione per il cacciavite di cui sopra deve essere stata proprio spudorata visto che il Cugino me ne ha comprato e recapitato a casa uno uguale in meno di una settimana...

Ah, Gio, negli ultimi due giorni, ha collezionato almeno sei ore all'ikea senza emettere un solo lamento, neppure quando gli ho fatto riempire DUE macchine di cianfrusaglie varie, neppure quando ho preteso che scegliesse quale tappeto rosa tra altri cinque tappeti rosa comprare e nemmeno quando ci ho messo 35 minuti a scegliere la seggiolina (sempre rosa) per la scrivania: quindi credo si ritenga ormai in odore di santità...e potrebbe non avere tutti i torti.


lunedì 24 aprile 2017

Si festeggia...

(sempre la nostra sedicesima settimana...)

Be, si, c'è davvero poco da dire...abbiamo passato il fine settimana a festeggiare, con amici, parenti, vicini, conoscenti: con chiunque volesse dividere con noi questo momento.
Venerdì, 4 ore dopo il grande annuncio, siamo andati a lavorare, ma credo di aver lavorato davvero poco, perché ricordo solo di aver ripetuto e ripetuto ancora la storia della più bella telefonata della nostra vita a chiunque venisse a chiedermi come andava.

Avrei dovuto fare più fotografie, non faccio che ripetermelo, per documentare ogni faccia sorridente che ci siamo trovati di fronte, per ricordare tutte le risate, gli abbracci, le congratulazioni che abbiamo ricevuto. Vorrei tanto aver tenuto traccia degli occhi lucidi, delle telefonate che non ci aspettavamo, degli amici che hanno pianto e di quelli che hanno urlato di gioia. Vorrei aver tenuto un diario di quei momenti, ma anche se non l'ho fatto ce li portiamo tutti nel cuore.

Sabato mattina abbiamo fatto sapere che chi voleva venire a brindare con noi non doveva che presentarsi: i primi amici sono arrivati alle tre, gli ultimi se ne sono andati alle due di notte...e Mauri è rimasto pure a dormire.
Ed è stata una giornata magica. E di tutta quella giornata è rimasta solo una foto mossa, sbilenca e mal inquadrata: l'unica che forse non serviva fare, perchè Mauri e le Unne sono sempre con noi.



(e si, abbiamo facce un po' stravolte, ma stavamo ridendo, brindando e mangiando dalle sette di sera...)

Però mi sono ricordata di fotografare le rose che mi ha portato il neo papà... che non si ricorda mai dei fiori a nessuna festa comandata, che non se li ricorderebbe neppure se glieli chiedessi con una domanda in carta bollata, ma ne porta un fascio quando proprio non te lo aspetti. 

E forse, proprio per questo, sembrano ancora più belli...





domenica 23 aprile 2017

21 Aprile 2017: da oggi siamo in tre

E alla fine Venerdì è stato "quel" giorno, quello che ormai aspettavamo da anni, quello in cui ci si sveglia e tutto è cambiato.
Ci ho messo due giorni a scrivere questo post, e anche ora non so bene come farlo. Perchè è inutile, non sono una narratrice sufficientemente brava da riuscire a descrivere tutto quello che abbiamo provato in questi giorni.

Quindi mi limito ai fatti: alla quarta convocazione in tribunale ce l'abbiamo fatta!
Venerdì mattina la cancelleria adozioni ci ha confermato quello che Gio sosteneva di sapere fin dal giorno prima: finalmente saremo una mamma e un papà.
Dopo anni passati ad immaginarci in partenza per la Cina, dopo corsi, libri sulla cultura asiatica e studi ossessivi (da parte mia) della lingua cinese ecco che la nostra è una adozione tutta italiana.

Della telefonata che ci ha dato la più bella notizia della nostra vita, purtroppo non ricordo quai nulla: dopo le prime sette parole ho cominciato a piangere e ridere assieme e temo mi si sia spento il cervello.
E anche adesso faccio fatica a credere siano passate solo 48 ore dal momento che aspettavamo da quasi sette anni. E visto che una cronaca dettagliata di quello che è successo sarebbe impossibile mi limito a registrare uno dei pensieri che vorrei già poter comunicare a nostra figlia

Cara Giraffina, devo dirtelo subito, sei entrata in una famiglia un po' svitata.
Perchè se la tua futura mamma non ha fatto che piangere di felicità, devo confessarti che gli altri non si sono comportati meglio.
Hanno pianto le nonne, come due fontane. La zia ha urlato come un'aquila e pianto pure lei. ma la zia, ti devo avvisare, urla sempre come una matta quando è contenta (e strilla pure da arrabbiata, da annoiata, da triste e da indaffarata...insomma, la zia grida di continuo!)
Papà no, non ha versato lacrime, ma solo perchè era troppo impegnato a saltare sul letto, come se avesse 5 anni e non 42, gridando e ridendo come un matto.

Gli amici di papà hanno esultato e si sono commossi per noi, le amiche di mamma hanno organizzato una festa e pianto quasi quanto mamma. Ha pianto Marika che sa benissimo cosa stiamo provando e Vale&Andre già aspettano di sapere tutto di te.
E poi per noi si sono commossi amici e colleghi, e vicini, cugini, cuginette e zii di cui tu non hai neppure ancora sentito parlare.
In realtà, in questo momento, non hai sentito parlare di nessuno di noi.
Eppure, anche se tu non lo sai, qui ci sono decine e decine di persone che ti hanno aspettato e hanno fatto il tifo perchè tu potessi arrivare fino a noi.

Da ora si ricominciamo ad aspettare, ma è un'attesa che non ci pesa più.
Da oggi aspettiamo solo di poterti incontrare...e sappiamo che manca poco.

lunedì 17 aprile 2017

Compleanni, Pasqua e Pasquetta...

(Settimana 15:dal 10 al 16 Aprile)

Che dire...il periodo non è dei più allegri, ormai Gio mi tratta come se fossi una specie di bambolina di cristallo e ammetto che gli ultimi mesi non sono stati all'insegna della scoppiettante allegria che mi piacerebbe conservare. Per fortuna Aprile ha portato con se un'anomala sequela di ponti, feste comandate e ricorrenze varie che mi hanno permesso di dedicarmi al mio sport preferito: le feste in famiglia!

E' universalmente riconosciuto che le adunate famigliari mi mettono di buon umore, quindi mi sono gettata nel periodo Pasquale con l'entusiasmo di una debuttante al ballo decisa almeno a provare a contrastare questo impressionate periodo di umor nero che sembra non lasciarmi più.
Le feste, come da copione, sono state consacrate con una mangiatona Pasquale e una mangiatona di Pasquetta. Perchè noi tendiamo a  ripeterci e sembra che per intorno ad un tavolo ci si trovi tutti molto a nostro agio.


Verzi a Pasqua e da Francesco e famiglia per Pasquetta. Per il resto chiacchiere a raffica, ridicoli discorsi su diete che chiaramente nessuno di noi segue, abbuffate di fave, salame, formaggi e grassi saturi vari ed eventuali con contorno di carboidrati e poi altre chiacchiere.


Unica differenza? Che le foto da Francesco sono molte meno e tutte prese di sfuggita prima che tutti iniziassero a insultarmi pretendendo il ritiro della fotocamera, quindi, come al solito l'unica foto che riesco a postare è quella con le Bughette.


Ah, in questo tripudio di festeggiamenti potrebbe passare inosservato, ma noi abbiamo cominciato la settimana con il compleanno di Gio. Santificato con altri tre giorni di ferie, regali vari, e l'ennesimo pranzo, questa volta a Cremeno dove notoriamente le calorie ingurgitate potrebbero stendere un elefante.


E io avevo pure passato una giornata con le Unne tra Feltrinelli, discorsi fiume sul futuro e altro cibo...insomma, la Caporetto delle diete e del mangiar sano, dell'equilibrio e della morigeratezza (ma come si fa ad essere morigerate quando si entra alla Feltrinelli sapendo di avere una carta di credito in borsa?).


Nel frattempo, e per puro dovere di cronaca ci tengo a registrare ce siamo stati convocati per la QUARTA volta dl tribunale di Genova. 
Che sia quella buona? Io, sinceramente fatico a crederci. Perchè è vero che le feste in famiglia mi mettono di buon umore, ma non abbastanza da credere nei miracoli.
Gio invece è assolutamente convinto che sarà la volta buona... beata ingenuità. 
Da parte mia, non posso che apprezzarne l'incrollabile ottimismo!

lunedì 10 aprile 2017

Facciamoci un regalo, và!

(Settimana 14: dal 3 al 9 Aprile)

Dopotutto l'ho detto, il periodo non è dei più allegri e l'analisi delle alternative era piuttosto carente.
Prenderla con l'avverso destino mi parrebbe eccessivo, urlare e strepitare non servirebbe a nulla, se non a fare la figura della pazza e far morire di apprensione il povero Gio e riguardo il lagnarmi ormai non fa più effetto visto che in questi ultimi mesi mi lagno di continuo...senza che per altro questo risolva nulla.

Così ho affrontato il periodo grigio nel più semplice e meno aulico dei modi: mi sono fatta un regalo, anzi due, perché al Profumificio del Castello è sempre difficile scegliere...

Per una volta niente profumo al talco,: quello me lo tengo per festeggiare...sperando ci capiti presto di aver qualcosa da festeggiare



lunedì 3 aprile 2017

Niente scorrimento veloce?

(Settimana 13: dal 27 Marzo al 2 Aprile)

Non so che dire, l'umore non migliora. Non c'è verso, nonostante entrambi ci si stia sforzando per rimetterci in carreggiata.
Invece, negli ultimi mesi è come se una sorta di pessimismo megagalattico si fosse fatto strada in noi, strisciante e ben nascosto. Fino al giorno in cui ha deciso di uscire tutto insieme e io mi sono trovata totalmente impreparata.
Così, da un giorno all'altro, ho scoperto di essere in crisi.
E giuro, non mi ero accorta che ci stavo finendo dentro fino a che non mi sono ritrovata sommersa da capo a piedi.




Abbiamo iniziato con il lavoro. Ormai siamo in bilico dai primi di Novembre e ogni giorno ci chiediamo se accettare l'esodo e andarcene o provare a tenere duro e sperare che alla fine le cose si sistemino per miracolo.
Sul versante adozione nessuna nuova...e in questo caso Nessuna Nuova non può certo dirsi una Buona Nuova.
Non so bene perchè, ma all'improvviso ci ritroviamo soffrire di questa attesa che sembra infinita. Le ultime settimane sono state tutte un po' così: un po' ansiose, un po' tristi senza nessun particolare motivo, più faticose del solito.
In questi giorni mi sento come se non ci fosse uno  sbocco, un traguardo da tagliare, un lieto fine solo per noi.
E col mio pessimismo contagio anche Gio.

So benissimo che questa è solo una fase, una tra le tante che abbiamo già passato e che l'attesa è così difficile proprio per questi lunghi periodi di nulla assoluto
Svegliarsi ogni mattina chiedendosi se quello che sta per cominciare è "quel" giorno, quello in cui tutto cambierà può essere molto più snervante di quanto ci si spetti.
Eppure io e Gio siamo fortunati, abbiamo un sacco di cose belle a distrarci da questo limbo infinito, e vorremmo arrivare a qual giorno pieni di energia  ed entusiasmo.
Immagino aiuterebbe farsi una bella dormita, ma ultimamente Osvaldo ci sveglia OGNI notte alle quattro del mattino saltando sul lettone come se fosse su un tappeto elastico e una volta svegli, con la testa che si riempie di pensieri ansiogeni riaddormentarsi è un'impresa impossibile.

Tra l'adozione e il clima lavorativo sempre meno sereno, in questo periodo vorrei solo poter andare in letargo e svegliarmi tra un anno, quando tutte queste ansie sarebbero solo un ricordo.

Ma visto che non c'è modo di inventare una macchina del tempo, mi consolo con l'abuso di caffeina...



lunedì 27 marzo 2017

Accidenti alla Primavera!

(Settimana 12 dal 20 al 26 Marzo)

La bella stagione sembra essere arrivata: il calendario sancisce il predominio della primavera e io mi trovo assonnata e innevosita come sempre mi accade in questo periodo dell'anno.
Sfatiamo un mito, di per se non ho nulla contro la primavera. A parte la dannata ora legale e la cronica mancanza di sonno (da imputarsi per altro al nostro viziatissimo e indisciplinatissimo gatto), ammetto che i primi soli, le giornate un po' più lunghe e il poter lasciare il piumino nell'armadio possono sembrare piacevoli cambiamenti, almeno all'inizio.
Quello che proprio non mi piace è il fatto che la primavera sia il preludio all'insopportabile estate, con il suo caldo soffocante, l'umidità, la spiaggia e il sole accecante a picco sulla testa dal mattino alla sera.

Purtroppo mi tocca rassegnarmi: non saranno certo le mie lamentele a regalarmi un precoce autunno.
E questa settimana, a parte fare a gara di sbadigli, io e Gio abbiamo passato giorni davvero poco avventurosi. Mentre Gio era tutto concentrato sulla situazione "lavoro", con un'energia che mi lascia sinceramente ammirata, il massimo delle mie forze è stato speso tra uno studio ossessivo (e patologico) del cinese e il tentativo di riprendere il controllo dell'amministrazione domestica, che visto le pile di panni da lavare e stirare che si trovano nella nostra cabina armadio mi è senza dubbio sfuggita di mano.

Immagino questo sia uno di quei momenti di stasi che rende le lunghe attese così snervanti...






lunedì 20 marzo 2017

Draghetti in cornice...per Fate le Creative

Oggi è nuovamente il mio turno sul blog di Fate le Creative e questa è la mia cornice in feltro.
Anche questa volta colori decisamente maschili, devo riprendermi con i prossimi lavori.

Potete leggere l'intero post sul BLOG!


lunedì 13 marzo 2017

Lode all'antibiotico (per lo meno questa volta...)!

(Settimana 10: dal 6 al 12 Marzo)

Si, perchè siamo tutti contrari all'eccesso di medicine e lungi da me l'inneggiare all'uso smodato di pillole e pilloline, ma ci sono momenti in cui il medico è costretto a  ricordarti che c'è un motivo per cui ha studiato anni per una laurea in medicina e tu no.
Il motivo sembra essere la capacità di diagnosticare un principio di bronchite che tu avevi liquidato come una tossettina poco importante.
Così, da lunedì, dopo due settimane a tossire sostenendo di non avere nulla, dopo indigestioni di propoli e altri rimedi di dubbia validità scientifica sono rimasta bloccata in casa, a passare dal divano al letto e dal letto alla poltrona, rigorosamente sotto tre chili di coperte di pile.

Quando si parla di malattie il mio atteggiamento ricalca alla perfezione la teoria di 5 passi per l'elaborazione di un lutto. Parto dalla Negazione, quando mi ostino a sostenere di stare benissimo, anche se rimango sveglia una settimana a furia di tossire, passo alla Rabbia, come se il raffreddore fosse un affronto personale che mi fa l'Universo, per approdare alla Negoziazione, che normalmente consiste nel fare il medico di me stessa e auto diagnosticarmi qualcosa di minimo e assolutamente non pericoloso. La fase della Depressione arriva subito dopo, quando accetto di dover dare retta a mamma, zia e marito e mi decido a chiamare il medico. Che puntualmente mi insulta, mi ricorda che la pagano per fare diagnosi e infierisce facendomi notare che sono pure di salute cagionevole, quindi dovrei dimostrare più apprezzamento per il suo ruolo.
La fase dell'accettazione coincide con l'emissione del certificato di malattia e l'assenza dal lavoro. Ed è la peggiore.
Perchè io, malata, non ci so proprio stare.
Mi irrito, mi annoio, smanio e mi agito delirando su questa o quell'altra cosa importantissima da fare, girando per casa come una belva in gabbia...fino a quando non mi arrendo e mi tramuto in una lagna pazzesca.
Così, quando in questi giorni tornava a casa dal lavoro, il Povero Gio mi trovava a fare la larva sul divano, lamentosa e febbricitante, con montagne di fazzoletti di carta intorno, il gatto a farmi da custode e una tosse che non esibiscono neppure i fumatori incalliti dopo vent'anni di sigari cubani.
Lo ammetto, io da malata sono peggio del peggiore degli uomini.
Ma sono fortunata, perchè Gio di contro è la crocerossina che chiunque vorrebbe incontrare. Gio è paziente e premuroso, fa la spesa, cucina, mi sprimaccia i cuscini dietro la testa e rimbocca le coperte, dispensa coccole e tisane con il miele e verifica pure che prenda le medicine.

Per fortuna che c'è lui, o probabilmente sarei morta di tisi da almeno 10 anni... :-)



lunedì 6 marzo 2017

Di veterinario in veterinario

(Settimane 8 e 9:dal 20 Febbraio al 5 Marzo)

Abbiamo cominciato con uno starnuto, poi due e una sera l'abbiamo trovato in casa freddo come il ghiaccio. Così sono iniziate le nostre due settimane di ansia per il povero Osvaldo. 
Siamo andati dal veterinario che ci ha liquidati con un semplice raffreddore, c'è stato un miglioramento e poi una prima ricaduta, un secondo miglioramento e una ricaduta peggiore della prima. E mentre il veterinario al telefono ci bollava come proprietari troppo apprensivi il nostro gatto ha smesso quasi completamente di mangiare e subito dopo di alzarsi dalla cuccia. Siamo passati all'alimentazione forzata e a doverlo tenere in due per fargli prendere le pastiglie e poi un'anima pia ci ha finalmente consigliato un veterinario come si deve.
Veterinario che ci ha ricevuti d'urgenza, dopo l'orario di chiusura dello studio e che ci ha dato, fin da subito, pochissime speranze.
E invece il micio più pigro, tonto, viziato e imbranato della storia ci ha stupiti e si è dimostrato un combattente di prim'ordine superando esami e contro esami, punture e terapia d'urto senza un solo miagolio di protesta.
E ci tengo a precisare che LUI è stato stoico mentre io non ho fatto che piangere e lamentarmi e lamentarmi e piangere e sospetto che quella povera creatura sia guarita solo per non  trovarsi più con il pelo inondato dalle mie lacrime.

Così alla fine ne siamo usciti con una (brutta) diagnosi di felv positiva (e molto tardiva: il mio vecchio veterinario passerà grossi guai), ma senza neanche una delle nefaste conseguenze a cui ci eravamo preparati. 
Nella sfortuna siamo stati molto, molto fortunati.


In tutto questo si conferma la Maledizione Milanese. Io e Gio volevamo infatti partire per un paio di giorni a Milano. Abbiamo già rimandato questa gita un paio di volte sempre per qualche drammatico intoppo. Anche questa volta ci siamo intestarditi e abbiamo prenotato e preparato un itinerario dettagliatissimo,  tra mercatini dell'antiquariato, musei e ristorantini romantici. Programma completamente saltato perchè ero troppo occupata a essere la borsa dell'acqua calda in carne e d'ossa del mio gattone per pensare a sciocchezze come lo shopping.

Abbiamo però imparato la lezione: Milano non fa per noi. E da ora qualsiasi visita al Duomo più famoso d'Italia è da considerarsi tassativamente vietata!


venerdì 3 marzo 2017

Finalmente, Scrap!

Sul blog di Fate le Creative tocca di nuovo a me e si torna allo scrap più classico con dei porta memorabilia da fare in meno di una mezz'ora.

Per vederli meglio andate QUI


martedì 21 febbraio 2017

Super Pigiamini per Carnevale!

Quest'anno vanno di moda i SuperPigiamini (e lo so, se non avete un Under 10 in casa probabilmente non saprete assolutamente di cosa io stia parlando...) e così dal cuginetto ai figli delle amiche e delle amiche di amiche ho ricevuto un numero spropositato di ordinazioni per maschere a tema.

Per questo mi sono dovuta spremere le meningi, fare un paio di ricerche sul santo pinterest, capire di cosa si stata parlando e mettermi al lavoro.

Non stupisce, quindi, che  il post di carnevale per Fate le Creative, che trovate QUI, sia tutto dedicato a feltro, colla, e supereroi mascherati.
Andate a dare un'occhiata per vedere cosa ne è uscito fuori...




e uno Spiderman per Giacomino...