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lunedì 11 ottobre 2021

Anche il 2021 ha avuto la sua Sardegna






Non posto da un anno, quasi esatto...anche qualcosa di più.

Il 2021 ci ha un po' maltrattati, come ha fatto con tanti altri, e la voglia di scrivere non è che si facesse sentire più di tanto.

Però c'è stata la Sardegna e per quanto sia sempre un'esperienza al limite del traumatico, la Sardegna è un rito che va rispettato.

E pure il post che ne segue. Non fosse altro perchè alla Zia Gabry, nella sua magione Sassarese, piace leggerlo


E visto che la zia Gabry capisce, comprende e condivide le mie ansie estive, inizierò queste righe con una constatazione che già da sola basta a migliorarmi l'umore.

Anche l'estate 2021 è volta, finalmente, al termine. 

Ormai il fresco autunnale è lì, dietro l'angolo e gli affanni da calura sono ormai alle spalle.

Il giro di boa, per me, è sempre al rientro dalle famigerate e temutissime ferie in Sardegna che anche quest'anno sono state costellate di sole, mare limpido, ombrelloni, sabbia fine e caldo

Tanto caldo.

Così tanto che più volte mi sono chiesta se sarei arrivata a vedere un nuovo Natale o non mi sarei liquefatta prima. Un caldo tale che in dieci giorni ho finito con il fare ben QUATTRO bagni in mare, io, che normalmente mi bagno solo per fare una fotografia con Sonia da lasciare ad imperitura memoria del mio impegno vacanziero e trascorro il resto delle vacanze arrotolata sotto l'ombrellone come un ragno nella tana. 


Per fortuna anni a lamentarmi, borbottare, scocciarmi e soprattutto scocciare gli altri iniziano a  dare i loro frutti dimostrando che la perseveranza è un'arma spesso, ingiustamente, sottovalutata.

Giovanni, prostrato nel fisico e ancor più nello spirito da una pandemia e dodici anni di lagne ininterrotte ha deciso di adottare un approccio alternativo  alla questione ferie proponendomi di dimezzare la condanna. 

A me e soprattutto ai poveretti che con me avrebbero dovuto condividere tempo e spazi.

Lui e Sonia sono partiti da soli, in anticipo e io li ho raggiunti solo per l'ultima settimana di vacanza. 


Quando, lo scorso anno, Sonia e Fatma sono andate in villeggiatura da mia suocera io non è che me la sia passata così male. So che una madre per bene si strugge per ogni secondo lontano dalla prole e io un po' di nostalgia l'ho avuta, lo giuro, ma visto che non erano state rapite un gruppo di guerriglieri e non rischiavano la vita disinnescando mine antiuomo ho ritenuto doveroso godermi la quiete che mi era stata regalata.


Solo che questa volta, con un colpo da maestro, mi sono liberata anche del coniuge. 

E siamo franchi: un marito è molto peggio di un bambino.

Peggio senza appello. Come la siccità è peggio di un clima temperato e il mio polpettone è peggio di quello di mia madre.

E' un giudizio insindacabile.

Un marito è colui che continua, ad intervalli regolari, a chiederti dove sono le calze pulite.

E ogni volta lo fa con la stessa sincera curiosità.

Come se davvero pensasse che qualcuno gliele abbia nascoste nonostante le calze vengano messe sempre nello stesso cassetto da almeno un paio di lustri.

Un marito è uno che non distingue uno spremi aglio da un pelapatate. Che tu gli faresti sbucciare due teste d'aglio con la mandolina solo per goderti lo spettacolo.

E' uno che nonostante ti abbia aiutato a farlo almeno seimila volte ancora non ha capito come si piegano i lenzuoli con gli angoli.


Quindi non biasimatemi se a vederlo salire in macchina e partire alla volta della terra natia non sono stata presa dallo sconforto. 

L'unico, tragico terrore, quello vero, mi ha presa quando dal porto hanno annunciato sei ore di ritardo sulla partenza del traghetto 

Il rischio di non potermi liberare di loro mi ha ghiacciato il sangue.

Quando alle tre del mattino li hanno finalmente fatti salire in nave mi sono addormentata beata come un gatto che ha mangiato il topo.

Come ho passato il primo giorno di senza famiglia? Patatine, divano e serie TV su Netflix.

Praticamente meglio che un giro in deltaplano


E quando poi sono atterrata ad Alghero, a 38 gradi all'ombra, con l'umidità che mi si arrampicava su per i capelli e il sole a picco sopra la testa, l'ho fatto con la consapevolezza che il supplizio non sarebbe durato a lungo.

A darmi forza il pensiero della cucina di Chicco, degli aperitivi di mia suocera e del dolce della sera di ferragosto (grazie Zia Gabry, che prepari il tiramisù in una teglia grossa come un lavandino e ti stupisci sinceramente che a noi sembri un tantino sovradosato...) 


Prova bilancia al mio rientro?

Magari un'altra volta.

domenica 4 febbraio 2018

Febbre, influenza, otiti ed altri disastri...

(Settimana 5: dal 29 Gennaio al 4 Febbraio)

Ci sono le cavallette, la siccità, la carestia, l'acqua tramutata in sangue e per finire l'avvento l'angelo della morte. 
Peggio di tutto questo esiste una e una sola cosa: un marito malato in casa. E non per un paio di giorni, ma per una lunghissima settimana, che ricorderò come il mio personalissimo inferno in terra. 
Le scorse due settimane sono state funestate dal ritorno trionfante dell'influenza. 
Che a casa nostra deve essersi trovata così bene che che ha deciso di ripassare più e più volte.
Personalmente inizio a scocciarmi.
Passi che io sembro improvvisamente invincibile e quindi non mi si attacca neppure un minuscolissimo raffreddorino che mi permetta di farmi servire e riverire per una mezza giornata.
Passi Sonia con la febbre a 39 già alle sette del mattino, passi il pediatra che mi liquida dandomi della madre iperprotettiva, passi che a causa del raffreddore la dolce creatura russa come un trattore, passi la tosse e pure l'inappetenza ed anche la lamentite acuta, che a sette anni chiusa in casa per dieci giorni ci sta tutta.
Passi pure che per giorni ha cantato ossessivamente sempre la stessa canzone (dannata Disney e dannatissima Rapunzel), ma che pure mio marito si fermi a casa malato no, non lo accetto.
E non me lo merito.
Un marito malato è una iattura, una tragedia in tre atti senza l'intervallo per andare in bagno.
La bambina la schiaffi a letto e lì sta.
Lui no.
Lui borbotta, si lamenta, gira per casa come un'anima in pena, se la prende con il destino e l'avverta sorte e si lamenta ancora. Fa storie per prendere le medicine, non vuole misurarsi la febbre, si esibisce in autodiagnosi fantasiose partendo da ridicole ricerche su google e ricomincia a lamentarsi.
Insomma...due settimane infernali, che temo non siano ancora finite.
Perchè se è vero che entrambi sono tornati una a scuola e l'altro al lavoro è anche vero che Gio continua a millantare un mal di orecchie fantasma e stamattina ho sentito chiaramente Sonia starnutire.
Ovviamente spero sia solo allergia alla polvere.

In caso contrario sono pronta a scappare in Angola con un biglietto di non ritorno.

E visto che per quindici giorni di far foto non se ne è parlato è così che voglio ricordarci, a inizio Gennaio, all'aperto, al sole e tutti sani come pesci!



giovedì 28 dicembre 2017

A Natale puoi...

Anche questo Natale è finalmente arrivato e non ancora passato, perchè per me le feste finiscono solo il 6 Gennaio.
Non un minuto prima!
Ma un bilancio di questi due primi giorni ci sta e lo ammetto è stato tutto esattamente come me lo immaginavo: caldo, bello, agitato, divertente, emozionante e a volte complesso.

Innanzi tutto è giusto dire la febbre ci ha lasciato in pace, credo di aver spaventato pure i germi, ma per dispetto ha sterminato i nostri parenti di Chiavari mettendone ko sei su otto. Così eravamo "solo" in 12 al nostro pranzo del 25 Dicembre, ma abbiamo tenuto alto l'onore e festeggiato anche per gli assenti.

Per il primo anno abbiamo festeggiato il 24 sera nella nuova casa di mia suocera, che da poco è venuta ad abitare sopra di noi.
Questo vuol dire che io e Gio abbiamo madre, rispettiva suocera e zia ognuna a meno di 20 scalini da noi e ci vuole del coraggio per infilarsi coscientemente in una situazione del genere.
Ma contrariamente a quanto si possa immaginar questa situazione per noi è ottimale sotto un milione di punti di vista bene e tra i vantaggi c'è anche quello di non dover più correre da un pranzo ad una cena in giro per Genova. Ormai l'abuso calorico lo abbiamo a portata di mano...non dobbiamo neppure più tirare la monetina per decidere chi deve bere e a chi tocchi invece guidare (che poi si sa, alla fine a guidare ero sempre io!).
Così Sonia ha avuto una festa con un'invasione di parenti e  di regali il 24 sera, un'altra invasione di parenti il 25 a pranzo e una terza infornata di regali e invitati nella giornata del 26.
Immagino non stupisca che sia letteralmente morta di stanchezza ed emozioni, che dorma quasi 12 ore filate a notte e che non abbia aperto neppure la metà dei giocattoli che ha ricevuto in regalo (sembra le basti guardarli nelle loro scatole, impilati in ogni angolo di camera sua)
Insomma, se aspiravamo a stupirla possiamo dire senza dubbio di esserci riusciti!




Negli ultimi due anni le feste sono state teatro di alcune apocalittiche litigate tra me e mia madre.
Tradizione, si potrebbe dire.
E in parte è vero. Una tradizione che ha i suoi lati positivi: il racconto della nostra rissa sulla controversa proprietà delle palline dell'albero di Natale è ormai un pezzo forte del nostro repertorio natalizio e ci permette di intrattenere gli ospiti con risate assicurate. Solo che è un tantino stressante rischiare di cavare gli occhi a tua madre ogni anno solo per poter collezionare aneddoti gustosi.
Così quest'anno abbiamo provato ad eliminare un po' di stress e ci siamo concentrate ad ideare un menù classico che non ci costringesse ai lavori forzati per tre giorni e tre notti.
E se mia nonna ha servito affettati, insalata russa, olive, lasagne e cima con patate per anni avrà avuto i suoi buoni motivi.
Ospiti felici, pance piene fino a scoppiare e poca ansia in cucina.

Vorrei poter dire che questo ci ha permesso di arrivare al 25 senza un solo screzio, ma con i nostri caratteri sarebbe impossibile.
Però non ci siamo tirate le lasagne e non ci siamo prese per i capelli neppure quando abbiamo scoperto di aver fatto in due lo stesso regalo alla stessa persona (Scusa, Serre!!)
Il che non è poi male.

Quindi tutto da copione: abbiamo mangiato e bevuto, bevuto e mangiato, fatto foto (senza neppure troppe lamentele, sembra che la famiglia si stia abituando, finalmente) e spacchettato...
Il momento dello spacchettamento, in particolare, ha rasentato l'incredibile con somma soddisfazione dei bambini presenti, (bambini che per il resto della giornata si sono rotti l'anima a vicenda con una costanza e solerzia che definirei commovente: come fratelli nati sotto lo stesso tetto...  Ora so perché al termine delle feste mia madre finiva sempre con l’insaccare me e mio fratello. Non era cattiveria, ma solo autodifesa contro due che riuscivano a bisticciare anche su chi dovesse andare in bagno per prima)


Quest'anno invece l'idea di divisa Natalizia ci ha un po’ preso la mano.
Abbiamo organizzato una spedizione in centro solo per sceglierla e abbiamo optato per una maglia nera con dei fili argentati.Semplice ed elegante. 
Fin qui tutto bene.
Peccato che poi ci siamo lasciate prendere dall'entusiasmo e abbiamo finito con il comprarci anche un maglione per Santo Stefano, una robina appena appena vistosa, rosso fuoco e tessuto chiaramente con i festoni dell'albero di Natale. Basta infilarselo per sembrare delle balene di lustrini vestite ed avere un principio di orticaria ovunque ti sfiori la pelle.
Ma come rinunciarci? Era talmente kitch da rasentare la perfezione!

Sonia è in un milione di foto, ma in questo momento vogliamo evitarle una esposizione virtuale. Dopotutto tutti sanno già tanto di lei, non è detto che pure la sua faccia debba diventare bene comune.
Quindi le foto più belle non posso postarle se non oscurandole il viso. Ma posso giurare che la bambina è molto più fotogenica di noi, per fortuna sua.



Ora ci prepariamo per capodanno ed Epifania e mentre diamo gli ultimi ritocchi ai menù ragionando di sughi al cinghiale, arrosti al latte, antipasti ed aperitivi e pure un paio di merende per gli amici che ancora non abbiamo visto, una parte di me continua a chiedersi una e una sola cosa: ma se servissimo un intero pranzo a base di quattro salti in padella se ne accorgerebbe davvero qualcuno?

Prima o poi farò la prova…

domenica 17 dicembre 2017

Manca poco, ormai...




Ci siamo, quella appena trascorsa è la penultima settimana prima di Natale: da oggi mancano solo sette giorni al 
grande evento!
A riguardo non posso sbagliarmi, perchè Sonia fa il conto a rovescio più volte al giorno: la sua attitudine alle feste invernali assomiglia pericolosamente alla mia.
Le sue aspettative sono mostruosamente aumentate da quando abbiamo addobbato casa e crescono esponenzialmente ogni giorno che passa. Se fossi una persona normale potrei anche aver paura di non riuscire a soddisfarle, ma diciamolo, il Natale è il mio punto forte e non temo nulla.
Neppure l'entusiasmo trascinante di una peste di sette anni!

Visto che dal 20 al 24 Dicembre perdo letteralmente coscienza di me, va da se che questi siano statigli ultimi giorni disponibili per le incombenze pre-festeggiamenti.
Che, in teoria, non dovrebbero esistere. Perché complice l’eccesso di tempo libero a mia disposizione quest’anno mi sono organizzata in maniera quasi maniacale: ho comprato l'ultimo dei regali a Novembre, ho addobbato casa come non si vede neppure nei film della Disney, ho tutte le playlist natalizie pronte su Spotify, ho scritto i biglietti d'auguri, stabilito i menù,  fatto scorta di panettoni e torroni prima ancora che arrivasse Dicembre, prenotato il parrucchiere e persino fatto tutti gli inviti per le intere festività...compreso quello per il pranzo del sette Gennaio. 
Insomma una perfetta macchina da guerra alimentata a cioccolata calda e biscotti allo zenzero e organizzata per ridurre lo stress al minimo ed evitare dimenticanze dell'ultimo minuto.
In teoria.
Perché, in pratica, io i miei regali li ho anche comprati, ma mia madre i suoi no e si sa, la genitrice al momento di scegliere è più indecisa di Amleto durante il famoso monologo.
E così nonostante tutta la mia preparazione ho finito con il passare la settimana facendo tutto quello che avevo giurato di non fare: sono andata negozio per negozio nel periodo peggiore dell'anno, sono entrata da Viberti con l'animo di una condannata al rogo e ho guardato attonita donne metterci venticinque minuti per scegliere una camicia da notte.
Ho patito la ressa dei posteggi in seconda fila, degli spintoni, combattuto contro ultraottantenni che pur di passarti avanti in una coda si tramutavano in centometriste e ingollato ettolitri di caffè… rendendo un pessimo  servizio ai miei nervi.
Così imparo a  non marcare stretta mia madre!

Ah, questo è il primo ritratto Natalizio che ci ha fatto Sonia. Posa compresa. Si, persino la mia espressione è stata decisa dalla fotografa.
Non so bene quale fosse il messaggio che voleva lanciare al mondo, ma gestisce messa a fuoco e luminosità meglio di Gio e mia madre messi insieme.

venerdì 17 ottobre 2014

52 Week Project 2014: 42/52 Zurigo!


E' stata una settimana ricca di eventi, primo fra tutti l'OctoberScrap, a cui arrivo sempre dopo preparativi infiniti e tanto lavoro (e moltissime soddisfazioni) insieme a Sara e Grazia.
Ma è stata anche la settimana del nostro quarto anniversario di nozze, festeggiato, come da tradizione con un breve viaggio insieme a Gio, per staccare la spina da tutto e tutti e starcene in pace solo noi due.
Quest'anno siamo andati a Zurigo, e come sempre abbiamo fatto il pieno di riposo, risate, camminate, fotografie, cucina straniera e tante bellissime cose da vedere e provare e imparare.

Sono un pochino melensa, lo so, ma ogni anniversario mi sembra più bello e intenso del precedente...e quindi non posso che dedicare questa settimana a noi due.
E a tutte le fortune che abbiamo avuto.


mercoledì 17 settembre 2014

52 Week Project 2014: 38/52 Buon Compleanno a me!!


Anche se poi i collage non rendono mai tantissimo, lo so, perchè si perdono i particolari, ma una sola foto per la giornata di oggi davvero non basta.
Quindi ecco una manciata di scatti della nostra gita a Bussana, dove siamo andati a festeggiare il mio compleanno.
E devo dire che è stata una giornata fantastica, rilassante e tranquilla, tutta  a girare e chiacchierare chiacchierare e girellare, come piace a noi (mi sa che non siamo una coppia poi molto avventurosa...ma che importa?)



E già che ci siamo, questa vale anche come settimana 38 per il 52 Week Project 2014.

venerdì 29 agosto 2014

52 Week Project 2014: 35/42 Festa di Quartiere


Che vivere in un paese non sia proprio uguale ad una grande metropoli credo sia cosa nota ai più.
Ed è per questo che solo in un paese si puù pensare di organizzare una bella mangiata tra vicini, addobbare la piazzetta in comune, tirare fuori un tavolo, fare la pasta fatta in casa, portare ognuno qualcosa e darsi ai festeggiamenti, ai discorsi, ai pettegolezzi e alle discussioni tra un bicchiere di vino e una focaccia appena sfornata...

E questa è appunto la nostra festa di fine estate...


lunedì 18 agosto 2014

52 Week Project 2014: 33/52


Ok, questa è un po' scontata, ma queste ferie sono volate via in un lampo, piacevoli da morire e questa è una foto di una delle giornate migliori.
Il nostro primo sguardo su Apricale...


lunedì 11 agosto 2014

52 Week Project 2014: 31-32/52

Settimana 31

Che dire, settimana lavorativa di quelle impegnative...quindi cene davanti al pc e poco spazio per fotografie che ritraggano qualcosa di più interessante di una pizza da asporto mangiata tra un report e l'altro...
purtroppo a volte capita così...



Settimana 32

primo giorno di chiusura aziendale...come passarlo se non con le Unne (più una new entry che ha resistito ore in nostra compagnia senza mai dar segno di voler scappare in Patagonia ne di darsi all'alcool: tutti segni di grande coraggio, ammettiamolo...)?
E quindi sveglia presto, minmo rassetto della casa,cucina abbondante (le Unne si nutrono come una pletora di camionisti tenuti a pane e acqua per due settimane),tentativo di passare la giornata fuori abortito a causa di venti gelidi tipicamente autunnali e nel frattempo chiacchiere, chiacchiere e ancora chiacchiere e una serata sul divano con un principio di mal di gola per eccesso di discorsi fatti...
Questa si che è vita...


martedì 29 luglio 2014

52 Week Project 2014: 29-30/52

Settimana 28

17 Luglio: Ultimo giorno di lavoro...ed essendo già in clima vacanziero ho inaugurato la giornata con un giro in centro e una granita al caffè con panna presa nel mio solito bar.
Ci passo praticamente ogni volta in cui, da sola o con mia madre, mi concedo una giornata di shopping.
Fanno un caffè con la panna da urlo e si ricordano sempre di servirlo in una tazzina larga, di aggiungere un cucchiaino di zucchero e di affogarlo letteralmente nella panna più buona di Genova.
Questa è ovviamente a versione estiva, non troppo mantecata, perchè a me piace che il gusto del caffè la faccia da padrone...


21 Luglio

Ebbene si...annuale settimama di mare in quel di Alghero, contrariamente al mio amore per la carnagione lattea quest'anno mi sono sforzata di seguire un piano_abbonzatura ben strutturato.
Risultato? Sono passata dal bianco cadavere al rosa chiaro...non so in quanti lo considererebbero un successo.



martedì 15 luglio 2014

52 Week Project 2014:28/52


La scorsa non è stata una settimana poi così esplosiva, diciamolo subito. Tanto lavoro, un po' di impegni a rincorsa e Giovanni partito per la Sardegna Mercoledì sera, per iniziare la sua vacanza al mare con i nostri amici in attesa che io, e il mio noto borbottio malmostoso da spiaggia, lo raggiungiamo il prossimo giovedì.
Quindi, visto che identificare un evento degno di nota non era poi così semplice, ho deciso che la fotografia di questa settimana dovesse essere un collage dei fiori del giardno di mia zia, perchè, ogni tanto, starsene fuori, senza far nulla a scambiare due chiacchiere pigre non è poi un piacere da trascurare...


lunedì 7 luglio 2014

52 Week Project 2014: 27/52

Sabato con le Octoberine: in teoria in pieno brainstorming per l'OctoberScrap.
Nuovi sponsor da gestire, addobbi e packaging da decidere, goody bag, gadget, pranzi, sfide, merende e coccole varie.
Insomma c'erano un sacco di cose da fare, liste da smarcare, lavoretti da cominciare, oltre a lottare con l'onnipresente tendenza di Grazia a scappare per fiondarsi in spiaggia (tenerla ferma in campagna, in pieno Luglio, è una impresa da Titani)
Diciamo che per una volta siamo state abbastanza produttive, questo non ci ha impedito di perdere una discreta quantità di tempo a dire cretinate, bere ettolitri di caffè e a fare le adolescenti davanti alla macchina fotografica.


Vi risparmio la foto con le labbra imbronciate solo perchè mi vergogno troppo a postarla: ogni tanto mi scordo di non avere più 17 anni...




lunedì 30 giugno 2014

52 Week Project 2014: 26/52

Diciamolo, è stata una settimana un po' così... di quelle che sei felice che si concludano per passare a quella dopo. Nulla di drammatico in realtà, solo tanti piccoli inconvenienti che alla lunga irritano da morire.
Il più buffo? Sono dovuta tornare in ospedale perchè il sangue che mi avevano prelevato non era sufficiente agli esami che mi dovevano fare (ebbene si, succede anche questo)!
Ho capito che sarebbe stata una settimana all'insegna del pessimismo e fastidio quando mi sono regalata una intera giornata di shopping con mia madre e sono tornata a casa non avendo comprato nulla, a parte un ricambio per la sigaretta elettronica di Giovanni.
Non sono riuscite a tentarmi neppure un paio di ballerine color lampone assolutamente meravigliose, chiaro sintomo di una donna ad un passo dal baratro.

Quindi sono corsa ai ripari adottando la più infallibile delle cure contro l'umor nero: un pranzo a base di the alla menta e dolce ipercalorico ai 3 cioccolati.
Perchè il cioccolato non tradisce mai!



martedì 24 giugno 2014

52 Week Project 2014:25/52

Adozione arriviamo...

non abbiamo ancora rinunciato al sogno di aver un bimbo, ma più ne parliamo più ci rendiamo conto che per noi, un bimbo per essere nostro non deve necessariamente nascere da noi.
Così dopo esserci scervellati tra siti e forum davvero poco chiari e spesso in contraddizione l'uno con l'altro abbiamo finalmente capito cosa serve per presentare domanda. E ci simo messi all'opera.

Per ora, pratica esami del sangue archiviata.
Come mi ricorda Gio siamo al passaggio 3 di 5000 almeno e quindi sarebbe assolutamente fuori luogo cantare vittoria, ma Giovedì scorso ci siamo portati avanti di un altro pezzettino.
Certo, mi auguro che almeno un paio fra le decine di cose da fare per la domanda di adozione scivolino via in maniera leggermente più semplice: per questi esami ci siamo svegliati alle sei meno un quarto, messi in coda prima delle sette e mezza e e siamo riusciti ad arrivare a casa alle 11 e mezza passate dopo aver dovuto discutere con metà dei medici presenti che non capivano il perchè di tanti esami...
praticamente una Via Crucis.


A nostro favore l'essere riusciti nell'improbabile impresa di farci asportare un ettolitro di sangue a testa senza che nessuno dei due svenisse ignominiosamente: per noi è un risultatone.



mercoledì 28 maggio 2014

Sketchalicious, LO e ritardi vari...


Se dovessero dare un premio per la più ritardataria dell'anno credo lo vincerei di diritto.
Questi sono i due LO fatti per le sfide dello scorso mese su SKA... li posto decisamente fuori tempo massimo.
I soggetti sono davvero poco vari: Octoberine in ogni foto...una er ogni incontro preparatorio dell'Octoberscrap già fatto... per non dire di tutti quelli che ancora dovremmo fare... :-)






giovedì 22 maggio 2014

52 Week Project 2014: 19/52

Settimana 19: 

Octooberine!! Perchè, ammettiamolo, un sabato con loro cancella un'intera settimana di fatiche lavorative...senza contare che per una volta siamo state, precise,èproduttive e creative. Fossimo sempre così basterebbe una settimana per organizzare l'Octoberscrap!



La verità è che passo da settimane in cui quasi mi scordo di avere una macchina fotografica ad altre in cui sono sempre a scattare a destra e a manca e quindi  ecco un paio di altri scatti , dopotutto la vita è fatta più che altro di piccoli eventi...perchè dimenticarseli?

Giovanni conosce, a memoria, tutte le canzoncine di Alice nel Paese delle meraviglie, e per un uomo che non ha mai  visto neppure la Carica dei 101 non è mica una cosa da poco!
Quindi, quando ho scoperto che non aveva mai letto il libro mi sono fiondata il libreria per regalarglielo


Quando si dice l'importanza delle piccole cose: Cambio di caldaia. Dopo 2 anni (e dico DUE) di docce a singhiozzo, con acqua che passava da bollente a gelata, nel giro di 2 secondi, per poi assestarsi su una temperatura artica finalmente abbiamo ottenuto una nuova caldaia...questo si che è un paradiso!


Sabato sera in famiglia, mamme (tutte e due) e zia a rapporto per una pizza al volo mangiata direttamente nei cartoni. Peccato che poi si siano messe a giocare a carte e abbiano trasformato la nostra cucina in una bisca clandestina: sono rimaste al tavolo fino a mezzanotte passata, mentre noi pulivamo, rassettavamo e guardavamo un film a volume basso per non infastidirle...




domenica 4 maggio 2014

52 Week Project 2014: 18/52

Settimana 18
Ovvero "Il matrimonio"
Quello faraonico della cugina di Gio, per la precisione. E come tutti i matrimoni mi ha gettato nello sconforto più totale: ricerca spasmodica dell'abito adatto, altrettanto spasmodica caccia al tesoro per reperire le scarpe perfette, per poi passare alla crisi di personalità scatenata dalla mancanza di collana, orecchini e coprispalle.
Insomma, scene di ordinaria amministrazine di una donna alle prese con una celebrazione ufficiale.

Per fortuna la festa in se è scivolata via tranquilla e piacevole, la sposa era bellissima e noi ci siamo goduti una serata di totale tranquillità...
Senza contare che mio marito, in giacca e cravatta fa davvero la sua bella figura...




venerdì 2 maggio 2014

52 Week Project 2014:17/52

Settimana 17

Si dipinge!!!
Ad agosto si parte con la ristrutturazione della casa. Muratori, muri buttati, giù intonaci da rifare ed altre piacevolezze.
Normalmente dovrebbe venirmi l'orticaria alla sola idea, ma, faccio outing, sono una di quele svitate che adorano ristrutturare.
Mi piace avere piantine, progetti, disegni e milioni di idee da vagliare.
Quindi in attesa di buttare tutto all'aria io e Gio ci siamo messi a sperimentare. Ogni tanto scegliamo un colore e dipingiamo una parte di muro, giusto per vedere come sta, la resa, se ci piace oppure no....

La scorsa settimana è stata la volta dello smalto verde menta, che, nella nicchia della finestra del nostro soggiorno fa ora la sua Signora Figura: credo sia un colore che ci porteremo anche nella "nuova" casa.


Ed ecco il risultato...o almeno una pare di esso.


martedì 20 agosto 2013

52 Week Project 2013: settimane 31/32/33

I ritardi si sprecano e tra una cosa e l'altra già tre settimane di 52 Week Project sono passate senza che io abbia postato nulla.
Mi rifaccio al volo, visto che stasera ho finalmente trovato il tempo di scaricare le foto dalla macchina fotografica.
Settimana 31:

nessun grande evento, settimana di lavoro fiacca prima delle ferie di ferragosto.
Il ricordo migliore però è quello di Gio, che con il comodino che straborda di saggi su economia e matematica poi si lascia andare ad una lettura forsennata dei classici Disney



Settimana 32:

Niente di meglio che le cuginette in visita, quindi domenica dedicata alla piscina e alle bambine...che per altro crescono alla velocità della luce...o sono io che invecchio?



Settimana 33:

Settimana di ferie tutta dedicata ai lavoretti in csa.
Cambio delle fodere del divano, pareti da rinfrescare, qualche mobile da mandare in pensione e sostituire, estenuanti visite all'Ikea che hanno rischiato di mandare in frantumi il mio matrimonio...gli uomini davvero non capiscono come si possa passare mezz'ora cercando di decidere se sia meglio una scatola bianca o una verdina...
La cosa più divertente che abbiamo fatto però è stato dipingere alcune porzioni di muro in grigio...quindi ecco la foto di me all'opera...e anche se suona presuntuoso, abbiamo fatto proprio un bel lavoro!


giovedì 1 agosto 2013

Di ritorno dalla Sardegna...

Settimana in Sardegna finita. In realtà sono tornata già sabato scorso, ma tra lavatrici e lavoro trovo solo oggi il tempo di mettere un po' d'ordine tra le fotografie.

Ormai questa settimana al mare è diventata una specie di rito fisso della nostra vita, iniziato tra l’altro, molto prima che io e Gio ci conoscessimo.
Lui parte ad inizio luglio insieme ad una coppia di amici con bambino al seguito.
I protagonisti delle nostre avventure sarde sono quindi sempre gli stessi: c’è Anita, la “SuperMega” la più energica delle donne, che con cipiglio manageriale tiene a freno i due uomini (e mezzo se si conta il bambino) per tutto il tempo, ci dirige a bacchetta ed evita che la vacanza si tramuti in un raduno hippies in stile Woodstock 
C’è suo marito, il “Povero Mauri”, grande amico di Gio, che passa le ferie a farsi bistrattare un po' da tutti (non da me, sia chiaro, io parteggio spudoratamete per lui) e poi c’è “Piccolo Coso”, il figlio della coppia, bambino praticamente perfetto che scoccia meno degli adulti.
Piccolo Coso passa la vacanza a leggere, mangiare e fare parole crociate…praticamente è la mia balia ufficiale visto che è l’unico disinteressato alla tintarella quasi quanto me
Normalmente io sbarco in Sardegna a vacanza già cominciata, perchè si sa, io e il mare proprio non ci amiamo, e dopo che Gio e amici si sono ampiamente dedicati a bagni di sole e passeggiate lungo la spiaggia
In realtà la mia settimana di mare ad Alghero, comincia a piacermi, ma evito di pubblicizzare troppo questo cambio di opinione, un po' per fedeltà al mio ruolo di vampiro impenitente e un po' perchè borbottare a lungo prima della partenza mi assicura una settimana di vizi reiterati da parte di mio marito a cui non ho nessuna intenzione di rinunciare.
E quindi, tra un borbottio finto ed uno vero, e dopo la solita lotta su cosa infilare in valigia Sabato scorso, all’alba mi sono presentata in aeroporto, munita di carta d’imbarco, bagaglio a mano ridottissimo e un sonno spettacolare.
Arrivata a destinazione il caldo mi ha stesa già mentre scendevo dalla scaletta dell’aereo...ma non è stata l'unica sorpresa.
Piccolo Coso, che all'ultimo incontro era alto mezzo metro e parlava con la voce dell'ape Maya mi si è parato di fronte e dall'alto del suo metro e sessanta era ad un passo dal guardarmi negli occhi, per di più ha detto “Ciao” con una voce baritonale totalmente nuova e ha sorriso da sotto un inequivocabile paio di baffetti...aggiungeteci che indossava un panama e un paio di occhiali da sole da adolescente furbetto e avrete un'idea del mio sconcerto.
Il bambino è cresciuto senza che mene accorgessi.
Ed è per questo che nella mia vacanza si è insinuata una lieve inquietudine: che ne sarà di me quando il Non –Più-Bambino sarà troppo grande per fare le vacanze con papà e mamma? Chi mi terrà compagnia?

Quest’anno, tra l’altro insieme a me sono arrivate in Sardegna anche mia madre, mia zia e mia suocera, a dimostrazione che non scherziamo quando dichiariamo ai quattro venti di non essere una famiglia, ma un vero e proprio clan…
Detto questo, a discapito di tutti i presenti e delle dosi furibonde di mare che mi sono state propinate (senza neppure una straccetto di nuvola in cielo a darmi sollievo) devo ammettere che lì ci si riposa e rilassa fino a livelli considerati inverosimili.
E dopo un anno di lavoro ne avevamo tutti bisogno…