mercoledì 28 febbraio 2018

Così, oggi è venuto anche il mio momento...

(28 Febbraio 2018)

H3G ti saluto, mi mancherai, già lo so, perchè mi hai dato tanto. Comdata non ti ho conosciuto abbastanza, ma ormai credo sia tardi per rimediare.
L'azienda storica con cui ho cominciato a lavorare è andata oltre da tempo e credo sia venuto il momento di fare altrettanto.
A volte la cosa migliore è lasciarsi spingere dagli eventi a prendere decisioni che forse per paura o pigrizia non avremmo mai preso.
Io oggi faccio così.
Chiudo un'esperieza lavorativa più che decennale col sorriso sulle labbra e vado avanti.
A vedere cosa c'è per me un po' più in là di dove ero abituata a guardare.
Non rinnego nulla, non rimpiango nulla e non recrimino su nulla. Direi che è un gran bel bilancio per quasi 15 anni di lavoro nella stessa azienda.
Credo sia difficile chiedere di più.
Ho dato tanto, ricevuto altrettanto e imparato tantissimo. E spero di lasciare un buon ricordo in chi ha condiviso con me questo percorso.
Almeno nella maggior parte, perchè si sa, piacere a tutti è quasi impossibile

(...e il mio pessimo carattere non aiuta).

lunedì 26 febbraio 2018

Che strano, strano periodo è questo...

(Settimane 6, 7 e 8: dal 5 al 25 Febbraio)



Gio ha superato il colloquio più lungo del secolo  e dopo quasi otto mesi di attesa sta per cominciare una nuova avventura lavorativa.
Col suo nuovo contratto in mano se ne va in giro per casa, tronfio e soddisfatto, con l'aria compiaciuta che avrebbe gatto Silvestro dopo essersi fatto al forno l'antipaticissimo Titty.
Ogni volta che qualcuno si complimenta lui finge ritrosa e con un gesto benevolo del capo minimizza il successo (...solo per far si che i complimenti gli vengano ripetuti con sovraccarico di enfasi, sia chiaro!).
Ad aumentare le capriole che sta facendo il suo ego ci si mettono pure colleghi e superiori del posto in cui ha lavorato in questi mesi, che lo stanno salutando tra lacrime e abbracci e con email traboccanti di malinconia e rispetto che farebbero esplodere d'orgoglio persino San Francesco d'Assisi.
Come se non bastasse, da ora può formalmente dire di guadagnare più di me, rubandomi un primato di cui mi sono (poco delicatamente) vantata per tutta la nostra vita matrimoniale.
Insomma, il marito sta andando alla grande...

Io, invece, sto cercando di capire cosa voglio fare da grande.
Che alla mia età, in effetti, potrebbe sembrare quantomeno tardivo.
Ma ognuno ha i suoi tempi, no?

Però un risultato l'ho raggiunto, dopo mesi di studio posso dire di aver finalmente individuato dove sia realmente il Triangolo delle Bermuda. Che non è in mezzo al mare come tutti pensano, non c'entra con Atlantide nè tanto meno con gli alieni come vorrebbero i complottari più convinti.
No, lui è lì, nello spazio sotto il banco di mia figlia.
Venti centimetri quadrati al massimo da dove, ormai lo so, nulla ritorna!

domenica 4 febbraio 2018

Febbre, influenza, otiti ed altri disastri...

(Settimana 5: dal 29 Gennaio al 4 Febbraio)

Ci sono le cavallette, la siccità, la carestia, l'acqua tramutata in sangue e per finire l'avvento l'angelo della morte. 
Peggio di tutto questo esiste una e una sola cosa: un marito malato in casa. E non per un paio di giorni, ma per una lunghissima settimana, che ricorderò come il mio personalissimo inferno in terra. 
Le scorse due settimane sono state funestate dal ritorno trionfante dell'influenza. 
Che a casa nostra deve essersi trovata così bene che che ha deciso di ripassare più e più volte.
Personalmente inizio a scocciarmi.
Passi che io sembro improvvisamente invincibile e quindi non mi si attacca neppure un minuscolissimo raffreddorino che mi permetta di farmi servire e riverire per una mezza giornata.
Passi Sonia con la febbre a 39 già alle sette del mattino, passi il pediatra che mi liquida dandomi della madre iperprotettiva, passi che a causa del raffreddore la dolce creatura russa come un trattore, passi la tosse e pure l'inappetenza ed anche la lamentite acuta, che a sette anni chiusa in casa per dieci giorni ci sta tutta.
Passi pure che per giorni ha cantato ossessivamente sempre la stessa canzone (dannata Disney e dannatissima Rapunzel), ma che pure mio marito si fermi a casa malato no, non lo accetto.
E non me lo merito.
Un marito malato è una iattura, una tragedia in tre atti senza l'intervallo per andare in bagno.
La bambina la schiaffi a letto e lì sta.
Lui no.
Lui borbotta, si lamenta, gira per casa come un'anima in pena, se la prende con il destino e l'avverta sorte e si lamenta ancora. Fa storie per prendere le medicine, non vuole misurarsi la febbre, si esibisce in autodiagnosi fantasiose partendo da ridicole ricerche su google e ricomincia a lamentarsi.
Insomma...due settimane infernali, che temo non siano ancora finite.
Perchè se è vero che entrambi sono tornati una a scuola e l'altro al lavoro è anche vero che Gio continua a millantare un mal di orecchie fantasma e stamattina ho sentito chiaramente Sonia starnutire.
Ovviamente spero sia solo allergia alla polvere.

In caso contrario sono pronta a scappare in Angola con un biglietto di non ritorno.

E visto che per quindici giorni di far foto non se ne è parlato è così che voglio ricordarci, a inizio Gennaio, all'aperto, al sole e tutti sani come pesci!