lunedì 11 febbraio 2019

Dicasi riunione familiare...

...quella in cui metti un tot di persone intorno ad un tavolo, lasci i bambini liberi di fare quello che vogliono garantendo la vigilanza minima, giusto per accertarsi  che non si uccidano a vicenda.
Poi servi da mangiare come se quello fosse l'ultimo pasto che consumerete su questa terra, perseguendo uno e un solo obbiettivo: che nessuno esca da casa senza aver prima riempito ogni buchetto nascosto del proprio stomaco. E lo abbia riempito fino a scoppiare.
Ci aggiungi vino in quantità, perchè non sia mai che qualcuno se ne possa andare con la sete arretrata.
E poi parli, parli e ancora parli.
Per tutto il giorno.
Fino a che le corde vocali di tutti i presenti non alzano bandiera bianca.

Che le persone intorno al tavolo siano parenti di sangue, acquisiti, di adozione o per sintonia di anime è poco importante.
In ogni caso, quella si chiama famiglia.



giovedì 3 gennaio 2019

...da noi è Natale...

E anche queste feste vanno avanti, come ogni anno facendo lo slalom tra un invito a cena e una merenda con gli amici.
Quest'anno non ho nemmeno fatto finta di provare a mantenere un minimo decoro alimentare: il 15 Dicembre ho dato il via alle danze e penserò alla linea dal sette di Gennaio...
Quando salirò sulla bilancia, le mie urla di disperazione, credo, si sentiranno per tutto l'emisfero. Ma che importa, visto che ieri ho pranzato con un panino al burro di arachidi e nutella? (si, assieme!)

Visto il debito di sonno che ho accumulato in questi mesi, avevo promesso e giurato a me stessa che avrei passato le ferie rigorosamente a dormire, con la testa sotto il cuscino e sorda a qualsiasi richiamo. Ma Sonia se ha fame è capace di dargli fuoco al letto in cui riposi, quindi devo ammettere che ho avuto meno mattinate a poltrire di quello che sarebbe stato giusto pretendere.
Gio ovviamente dissente parecchio, ma lui si alza al primo squillo di sveglia, che volete ne sappia della sublime arte del dormire come se non ci fosse un domani?

Dopo colloqui con gli insegnanti insperatamente positivi (si, lo ammetto, sono una madre ipercritica) Sonia ha dimostrato che lo studio non le servirà: per assicurarle un futuro basterà portarla in un casinò. A tombola ha sbancato praticamente tutti i presenti. Segna i numeri con l'accanimento di un giocatore professionista e il gruzzolo che si è portata a casa vale più di un paio di paghette mensili (se mai lei avesse l'età per ricevere una paghetta, è ovvio).
A dimostrazione che in questa famiglia sappiamo imparare dagli errori del passato, l'isteria che normalmente ci fa prigioniere per tutto il periodo natalizio  è stata meno pressante del solito.
Le dannate luci del mio cancello hanno continuato a funzionare da fare schifo, ma sono riuscita ad arrabbiarmici solo un  volta al giorno. Abbiamo collezionato due focacce bruciate e una neppure lievitata, ma mia zia non ha ammazzato nessuno (e in effetti la focaccia bruciata potrebbe essere riconducibile ad un mio lieve errore di distrazione). Qualcuno, ha spostato i segnaposto di Natale senza avvisarmi, ma non ho (quasi) dato di matto e mia madre ha perso i regali di praticamente tutti, ma è comunque riuscita a recuperarli in tempo.
E nonostante tutto  non ci siamo neppure tirate i piatti...anche se dall'anno prossimo credo proprio passeremo ai piatti di carta che non vanno lavati e che soprattutto non creano danni irreparabili se ti prendono in testa.

In questo perfetto clima natalizio ho invece fatto una triste scoperta: i baracconi non fanno più per me.
Ci abbiamo portato Sonia e F. (un'amichetta di Sonia) che si sono divertire come pazze. Quel grado di esaltazione che ricordo benissimo di aver provato anche io...qualche secolo fa.
Erano così belle ed entusiaste che mi sono lasciata convincere a salire, con F., su una specie di lavatrice che stava decisamente troppo in alto, e mentre me ne stavo lassù, sbatacchiata come le tovaglie nella centrifuga ed in preda ad un malcelato attacco di panico mi sono resa conto che devo ormai per forza fare la mamma.
Per divertirmi come una figlia sono decisamente troppo vecchia.
Accidenti.