giovedì 14 settembre 2017

Back to School...

(Settimana 37: dal 11 al 17 Settembre)



...beh, "back" per gli altri, perché per noi, questa è una storia nuovissima.
Iscrizioni, moduli e certificati da presentare, libri da ordinare, quaderni a quadretti di quattro o cinque
millimetri, grembiuli neri e servizio mensa.
Questo è mondo di cui non sappiamo assolutamente nulla.
Io e Gio siamo andati a scuola nel giurassico, quando non c'erano liste di delegati per recuperarci a fine lezione, ma venivamo mollati tutti in mezzo alla strada senza rimorsi.
In questo nuovo mondo invece, non solo non può rapirti nessuno, ma è tutto organizzato.
In cartoleria ti ordinano i libri di scuola senza che tu neppure dica quali ti servono: loro lo sanno già, sanno quelli di ogni scuola del creato, penso. E te li consegnano già opportunamente ricoperti di plastica trasparente anti graffio, scarabocchio e pure anti proiettile.
E io che mi aspettavo di ridurmi come mia madre, che ricopriva tutto la sera prima di cominciare la scuola  (a mia madre piaceva vivere sul filo del rasoio!).
In questa nuova scuola l'occorrente va tutto etichettato, ogni singola matita, gomma, forbice e pennello. Una novità stupefacente per me, che alle elementari ero famosa per perdere un intero astuccio in due giorni. E infatti, ricordo ancora con gratitudine infinita Raffaella, che mi ha prestato la sua gomma da cancellare per anni. Dove era la mia? Non lo so, credo si vaporizzasse al mio ingresso a scuola.

Questa mattina ci siamo svegliati con almeno un'ora e mezza di anticipo (Gio ama la puntualità...) per preparaci al grande giorno.
Vestiti, cartella, grembiule e merenda
Sonia era agitata, ma nulla rispetto a  noi che abbiamo vissuto l'evento con una, credo, comprensibile emozione.
Le elementari sono importanti!
Io, poi, ero ancora più in ansia di Gio, dopotutto Sonia oggi è entrata nella stessa scuola in cui sono andata io. Cinque aule e un giardino che pullulano di ricordi!
La vita ti può portare ai 4 angoli del mondo, ma se sei stato uno dei bimbi della scuola di Pino lo
rimani in eterno.
E io lo so bene, visto che a guardarmi in giro, tra i genitori,  questa mattina, non facevo che rivedere
facce di persone con cui ho diviso il banco, la ricreazione, il pulmino e le maestre.
Quindi l'emozione ci stava tutta e vista la situazione credo di essere stata più che brava: ho versato un'unica solitaria lacrimuccia, provvidenzialmente nascosta dagli occhiali da sole. E si, lo so che oggi pioveva, ma mica potevo rischiare di piagnucolare davanti a tutti! Avrei rovinato la reputazione di mia figlia per l'eternità!
Sonia invece è stata stoica fino all'ultimo: quando hanno aperto le porte si è infilata dentro senza una sola esitazione, a parte un rapidissimo sguardo di saluto e via, chiacchierando con una bimba appena conosciuta.

Dal lato mio ho solo una minuscola preoccupazione: come farà a stringere amicizie durature e sincere senza nessuna gomma mancante da condividere?

...potrei sempre manometterle l'astuccio...

venerdì 8 settembre 2017

Sardegna "Mon Amour"? Certo che No!




La Sardegna non è il mio elemento, lo sanno anche le pietre, ormai.
Sole, sabbia, caldo e sale sulla pelle non esercitano su di me la benché minima attrazione.
E chi sperava che la maternità mi convertisse alle gioie della villeggiatura si è drammaticamente
sbagliato.
Cosa che, per altro, ho sempre saputo.

Il punto della situazione è bello e fatto: la casetta tra gli ulivi c'è, il mare cristallino è sempre lo stesso, il sole accecante pure e la spiaggia non si è mossa.
Chicco continua a cucinare come se non ci fosse un domani e l'orgia calorica è ormai una certezza e mia suocera si ricorda persino di farmi trovare il mio chinotto preferito sempre in fresco nel frigo.
Insomma il programma non è cambiato di una virgola.
"E di che ti lamenti?" si potrebbe dire.
Innanzi tutto, il fatto che avere una figlia di sette anni fa nascere nuovi obblighi a cui non avevo mai pensato.
Sembra, ad esempio, che una madre per bene almeno un bagno in mare al giorno debba proprio farlo. E io ero capacissima di non farne più di uno a settimana.
Inoltre, con una bambina al seguito sembra disdicevole pensare di nutrirsi solo di ghiaccioli e malumore e non emozionarsi fino alle lacrime per ogni sbilenco castello di sabbia che viene costruito.
Per non dire della quantità di palette, palloni, tavolette, cuscinetti gonfiabili, maschere e boccaglio e secchielli, costumi di ricambio, libri e libretti che improvvisamente invadono le nostre borse facendoci sembrare dei venditori ambulanti.
Insomma un sacco di roba nuova a cui non ero preparata.

Per fortuna, in spiaggia padre e figlia parlano a stessa lingua e sembra trovino emozionante ogni cosa.
Perchè  ovviamente, Sonia il mare lo adora, nuota come un pesce, e fa a gara di abbronzatura con Gio: battendolo pure!
Sono quindi sempre più sola nella mia battaglia contro l'estate e le sue, discutibili, gioie.
Temo dovrò farmene una ragione.
Come se non bastasse, un tempo, Gio passava tutta la vacanza a minimizzare le mie fonti di fastidio, nel tentativo di regalarmi la vacanza più perfetta possibile.
Mi spostava il lettino all'ombra, mi riforniva di caffè sotto l'ombrellone, mi caricava in macchina e portava a casa al primo accenno di fastidio e controllava pure costantemente che non mi arrossassi troppo per il sole.
Invece, da due mesi a questa parte, mio marito ha perso la testa per una piccola peste che non arriva al metro e trenta di altezza e di fronte ad un suo "Papaaaaà, vieniiiii!!!" tutto sparisce.
Potrei cospargermi di benzina e darmi fuoco e non se ne accorgerebbe!

E visto che, nonostante le mie preghiere accorate, neppure un piccolo tifone è venuto a interrompere la tragica maratona di mare, sole e caldo ecco che quest'anno mi sono pure abbronzata.
Sul serio!
Vabbè, al massimo delle mie capacità.

.

lunedì 21 agosto 2017

Chiedo Venia!


...e si, va fatto!
Perchè come tutte le persone senza figli ho sempre pensato che la maternità fosse cosa di facile gestione.
Un po' come i singles che dispensano consigli di coppia a destra e a manca, come gli studenti che credono di poter pontificare sul mondo del lavoro, come gli astemi che spiegano come liberarsi dell'alcolismo.
Pensavo davvero bastasse leggere un sacco di libri, decidere a tavolino che tipo di genitore volessi essere e poi attenermi al piano.
Insomma che ci vuole? Tu comandi e il pargolo obbedisce. Tu insegni e lui impara.
Che stolta. 
Fare i genitori è come andare in guerra.
Ogni giorno.
Sono madre da meno di due mesi e già il senso di inadeguatezza mi attanaglia.
Dopo essermi preparata divorando libri, articoli, riviste e pattugliando ogni intervento social destinato alla maternità ho ottenuto il solo risultato di scoprire che non so proprio niente.
Voglio dire, qui si sbaglia. 
Sempre.
Quando sono permissiva mi sento sulle spalle la futura responsabilità di aver cresciuto una figlia senza spina dorsale e incapace di affrontare le avverstità. Allora decido di essere "severa, ma giusta" ed ecco che lo spettro della Signorina Rottenmeier che tormenta la povera Heidi, mi perseguita la notte.
Per altro chi abbia passato più di sette minuti a cercare di far fare i compiti al proprio figlio SA che la Rottermaier aveva ragione!! Un bambino in quei momenti saprebbe far saltare i nervi ad un santo.
E a proposito di far saltare i nervi, vogliamo parlare della regina di tutte le risposte infantili? 
Qualsiasi cosa tu chieda, ordini, suggerisca o pretenda la prima risposta che otterrai sarà sempre e comunque: "un attimo"!
Dovrebbero scrivere un capitolo apposta su ogni libro di educazione infantile. 
Ora, a questo riguardo non mi resta che fare ammenda pubblica e chiedere scusa a mia madre per le sofferenze psicologiche che le ho involontariamente causato e ringraziarla per non avermi ammazzato ad ogni "un attimo" pronunciato.
"Mamma perdonami: non sapevo cosa (ti) stavo facendo"
Improvvisamente, invece, comprendo perchè ogni madre che io conosca non fa che parlare della abitudini alimentari della propria progenie. 
Io, presuntuosa che non sono altro, pensavo fosse per carenza di altri argomenti. 
E invece no. E' necessità: perchè a tavola si combattono guerre degne dello sbarco in Normandia.
E tu devi sfogarti con qualcuno (nella recondita speranza di scoprire che se la passa peggio di te, aggiungerei)!
Si passano ore a chiedersi come nutrire la creatura e non sai mai se è tanto o poco. Se tua figlia morirà per carenza di vitamine, perchè non hai il coraggio di spingerle il polpettone (o altra verdura) in gola usando un imbuto o se non si troverà a lottare contro l'obesità a 15 anni perchè l'hai riempita come un tacchino.
Pure la doccia è un terreno scivoloso che immagino scateni in mia figlia conflitti interiori alla Jekyll e Hyde: per infilarla in acqua è necessaria la giusta alchimia tra lusinghe e minacce di morte e per farla uscire ci vorrebbe un'incursione armata.
E non mi dilungherò sui capelli, basti dire che fare due dannati codini simmetrici è un'operazione che 
fa sembrare la cardiochirurgia una bazzecola.

Ma tranquilli, non mi sto lamentando: dopotutto fare i genitori è più avventuroso che scalare l'Everest e sono certa dia pure soddisfazioni più grandi.
E poi, come ha detto una volta mia madre, i figli danno dipendenza.
Una volta che li provi non puoi più farne a meno.


lunedì 14 agosto 2017

Le nostre prime sei settimane

(Settimane 30, 31 e 32: dal 24 Luglio al 13 Agosto)

Dovrebbe quasi essere tempo di bilanci, ma più i giorni passano più mi rendo conto che questa avventura sarà molto più lunga di quanto avessimo immaginato.
Quindi se per il mondo siamo una famiglia da solo sei settimane io posso dire con certezza che mi sembra siano passati quasi sei mesi...o forse sei anni. 
Perchè, giorno dopo giorno, qui sta cambiando proprio tutto. 
A volte i cambiamenti sono stati quasi invisibili, altre  talmente grandi e veloci da non poterci credere. 

Nelle prime settimane "Impegno" è stata la nostra parola d'ordine.
Ci siamo impegnati davvero tutti: noi ovviamente, ma anche e soprattutto lei. Tutti e tre a cercare di essere perfetti, di piacere gli uni agli altri, di dire e fare sempre la cosa giusta. 
Giuro, cercare la perfezione può essere incredibilmente stancante... e altrettanto frustrante. Dopo un po' abbiamo iniziato ad accorgerci che ad impegnarci troppo c'era il rischio di morire tutti di ansia.
Così abbiamo messo da parte i piani e tabelle di marcia e abbiamo mollato gli ormeggi.
Ci simo concessi le nostre prime litigate (io e Gio), i primi capricci, le prime sgridate, i primi tutto... 
E appena ci siamo levati di dosso un po' di perfezione ci siamo scoperti molto più veri.
E pure più simpatici.
Non è stato sempre facile. Abbiamo avuto innumerevoli serate passate sul divano, stanchi morti a chiederci se fossimo abbastanza bravi e  forti per farcela, abbiamo messo in discussione tutte le nostre certezze, abbiamo chiesto  consigli e conforto, mandato all'aria tutti i piani, per poi rifarli e rifarli ancora.
E un pomeriggio mi sono girata a guardare quella bambina entrata nella mia vita e mi sono resa conto che non sarei più stata capace di vivere neppure un'ora senza di lei.
Fino all'attimo prima era la bambina che mi era stata affidata, la bambina che avevo tanto voluto e aspettato, la bambina da nutrire, curare, accudire ed educare, a cui fare i codini la mattina e la doccia la sera e l'attimo dopo era mia figlia. 
E' stato un colpo al cuore.

Così, tra una giornata buona e una meno buona, tra nuove regole ed esigenze a cui non ci eravamo 
preparati,  abbiamo smesso di impegnarci per essere una famiglia e ne siamo diventati una.

Con tutto quello che comporta



lunedì 12 giugno 2017

E dopo il primo incontro?

(Settimane 22 e 23: dal 29 Maggio all'11 Giugno)

...si parte con l'affiancamento!
Che non è facilissimo, diciamolo subito.
Intanto perchè nostra figlia vive a 80 Km di distanza da noi. Quindi guidiamo. Guidiamo tanto, avanti e indietro e poi di nuovo avanti e ancora indietro. E a furia di andare e ritornare impariamo persino a memoria i nomi di ponti e fiumi che attraversiamo e nel frattempo incastriamo turni al lavoro, chiediamo ferie e permessi, sperando che i colleghi costretti a coprirci (e che non ringrazieremo mai abbastanza per la disponibilità dimostrata) non ci ammazzino per le continue assenze.

Durante gli incontri, all'inizio con noi, c'è un "osservatore", qualcuno con il compito di controllare che vada tutto al meglio, che non capitino incidenti e soprattutto, sospetto io, che noi non si rapisca la povera bambina. Per fortuna, da questo punto di vista ci va alla grande perchè la psicologa che ci è stata assegnata è gentile e pacata e per la prima volta da quando abbiamo cominciato il percorso adottivo non ci fa sentire inadeguati.
Ed è quasi un miracolo.
E' una persona talmente piacevole, e sinceramente interessata a nostra figlia, che quando ci informa che abbiamo passato la prova e che siamo pronti per le visite da soli ne siamo quasi dispiaciuti.
Dispiaciuti e spaventati a morte, perchè da qual momento ce la dobbiamo smazzare noi, senza rete di salvataggio e non siamo mica sicuri di essere all'altezza.
Ed ecco che si riparte con le paranoie: cosa le facciamo fare? Dove la portiamo? Avrà mangiato abbastanza? O non l'avremmo per caso fatta mangiare troppo? E se la riportiamo in casa famiglia con il mal di pancia e ce la levano per manifesta incapacità genitoriale?
E se invece si sta annoiano?
E se non e piacessimo?
Perchè poi la paura è quella: se è lei a non volerci?

Così per un mese ci si improvvisa organizzatori d'eventi più che genitori adottivi. E si va al fiume (senza costume, asciugamani o crema solare...eh si, la prima prova in esterna non è stata un granchè...), o a fare shopping (che a sette anni non è che sia poi un gran divertimento), si fa un giro al maneggio (nel giorno di chiusura del maneggio: e riusciamo ad entrare solo perchè la proprietaria è mossa a pietà dalla mia faccia disperata) e con il sole a picco sulla testa si mangiano gelati che si squagliano (finalmente so perchè mia madre pretendeva che io mangiassi SOLO coppette e mai coni), costringendoci a rivestirla da capo a piedi e poi rientriamo e a casa si passa la sera su internet a cercare tutte le attrazioni a misura di bimbo del circondario, dal parco avventura alla spiaggia attrezzata e poi si affittano stanze per mezza liguria tra cui un B&B con piscina e campo da calcio e dalla mia borsa spariscono prima il profumo, poi la borsa per il trucco e pure il secondo libro per lasciare spazio a tutto l'occorrente per divertire la ragazza, dai colori alla palla, passando per le perline.
Insomma, l'affiancamento è una prova tosta, ma noi ci impegniamo per superarlo al meglio.

E lei?
Lei sinceramente sembra la più tranquilla di tutti, si diverte con tutto quello che le proponiamo e non fa una piega neppure quando ce ne stiamo seduti da qualche parte a dire scemenze.
Lei chiede solo di vedere la sua nuova casa e conoscere il gatto Osvaldo.

...ed è pure molto brava a pulire piscine: possono testimoniarlo quelli del B&B a cui per "divertirsi" lei e Gio hanno tirato a lucido mezza struttura: ci hanno persino fatto uno sconto di fine soggiorno!



lunedì 29 maggio 2017

E' stato Amore a prima vista?

Si... No... Bho... Forse...

Perchè nonostante siano passati giorni è davvero impossibile descrivere quella prima ora assieme a nostra figlia.
L'ora più lunga e più corta delle nostre vite.
Non so, sinceramente, se esista l'amore a prima vista in questi casi.
Se ci ripenso la cosa che ricordo meglio è che avevo una paura maledetta, che aveva paura Gio e che ce l'aveva anche lei, la nostra bambina, quando è entrata nella stanza in cui l'aspettavamo.
Il nostro, ammettiamolo, è stato prima di tutto un incontro di terrori.
E di speranze e sogni tutti diversi l'uno dal'altro
Eravamo tutti troppo agitati, troppo spaventati, tutti sotto esame, sotto stress e tutti alle prese con aspettative e ansie e per un'ora abbiamo solo cercato di fare colpo.
Noi su di lei e lei su di noi.

Ma, mentre tornavamo a casa, in macchina, quando abbiamo cominciato a ritrovarci padroni di noi stessi e dei nostri pensieri, allora abbiamo scoperto che si, ci stavamo innamorando.
Di una bimba col vestito della festa e una buffa treccina.
Di una bambina che ha tentato in tutti i modi di dimostrarsi allegra e forte e solare e sorridente. E neppure immagino che fatica le sia costato, alla sua età, fingere di non aver paura di quello che stava succedendo.
Di una bambina che mi ha chiamata mamma dopo meno di venti minuti, giusto per farmi capire subito che non era in cerca di compromessi. E che noi ci stavamo prendendo una grande responsabilità: questa cosa dobbiamo farla funzionare
Perchè non è ammesso sbagliare, d'ora in poi...

In quella stanza si sono incontrate le nostre paure e il desiderio di tutti di diventare una famiglia.
E a chi dice che in una famiglia devi nascerci e non puoi entrarci come si entra nell'esercito io dico che si sbaglia alla grande.
Le famiglie sono fatte di tante cose, di sangue in comune e antenati e patrimoni genetici che si tramandano.
Ma sono anche e soprattutto l'incontro del desiderio di essere madre e padre e figlia: e in questo noi lo siamo senza dubbio

Quindi no, non è stato amore a prima vista, ed è meglio così, perchè l'amore a prima vista è terribilmente sopravvalutato.
E' stato meglio.
E' stato vero... ed è appena all'inizio... ed è tutto nostro...

(Settimane 20 e 21: dal 15 al 28 Maggio)



lunedì 15 maggio 2017

E se passassimo agli ansiolitici?

Questa mattina Gio, ancora nel dormiveglia, se ne esce così:

-Momi, questa notte ho sognato il Nostro Giovedì-
Che per chi non lo sapesse ancora è il giorno del fatidico incontro con nostra figlia.

-E nel sogno lei com'era - faccio io, che ucciderei per sapere che faccia ha e per un attimo ho pensato che sperare in un sogno premonitore non fosse poi troppo assurdo.

E lui, serafico -Ah, non lo so, non ho sognato l'incontro, ma solo l'ansia delle ore prima-
Che dite, lo ammazzo?


lunedì 8 maggio 2017

Ode alle mensole...e a chi te le appende al muro!

(Settimane 17 e 18 Dal 25 Aprile al 7 Maggio)

Devo ammetterlo, dal 21 di Aprile i pensieri miei e di Gio sono abbastanza monotematici.
Nostra figlia.
E niente altro.
Siamo passati da momenti di euforia profonda e iperattività al limite del criminale a ore trascorse sul divano, senza dire una parola, con un sorriso ebete stampato sulla faccia.
Dopo anni di insonnia improvvisamente ci addormentiamo alle dieci e mezzo di sera e la mattina non ci svegliano neppure le cannonate. Nervosismi, ansie, stress e ipocondrie varie si sono volatilizzati da un momento all'altro e adesso, tra un festeggiamento e l'altro (perchè in effetti festeggiamo più o meno una volta ogni due giorni) non ci resta che aspettare che ci sia concesso di incontrare la nostra Giraffina tanto immaginata.

E nell'attesa dell'incontro della vita si poteva pensare di volare basso e prendersela comoda.
Ma siamo sinceri, io sono una che ha ristrutturato casa 3 volte in sette anni senza motivo apparente, vi pare possibile che potessi affrontare questo enorme cambiamento con le mani in mano?
Ovviamente no.
Il copione, quindi, si è ripetuto preciso e puntuale come tutte le altre volte.
Prima una settimana a perlustrate il fido Pinterest, poi un controllo ossessivo del sito dell'Ikea e di tutti i mobilieri che mi piacciono, per finire con quattro pagine di cose da fare, ordinatamente (quasi ordinatamente...) elencate sul mio onnipresente quadernetto.
Purtroppo gli ultimi lavori hanno esaurito le migliorie in muratura che questa casa poteva concedere così mi  sono dovuta limitare ad arredi e suppellettili...e tutt'ora mi sembra impossibile di non aver trovato neppure un muretto da far buttare giù...

Dopo aver trascinato  il mo povero marito per ogni paradiso degli amanti del bricolage, dopo aver scelto scrivania, libreria, aver provato poltrone di ogni foggia e dimensione, dopo essere andata fin ad Alessandria per ordinare l'armadio perché non ne ho trovato nessuno all'altezza in questo comune, dopo aver ragionato tra muri bianchi o muri colorati, tendine si o tendine no è finalmente entrato in gioco il Cugino Francesco, che normalmente fa l'impresario edile, ma che ogni tanto presta braccio e avvitatore elettrico a me e Gio salvandoci dalla nostra stessa inettitudine
Perché, se è vero che sono l'asso del (piccolo) montaggio Ikea è altresì vero che oltre quello non vado e Gio...beh, Gio avrebbe difficoltà anche con le istruzioni del tavolo di Barbie (è rimasta famosa la volta in cui, deciso a dimostrami che chiunque può assemblare una cassettiera, me l'ha montata con tutti i cassetti a rovescio...)
Insomma, in due non riusciremmo ad appendere al muro una mensola neppure con l'intervento del Divino, figuriamoci fissare un'intera libreria.

Ora, ci tengo a dirlo, il Cugino Francesco è l'uomo più paziente dell'universo, lo dimostra il fatto che in nessuna delle nostre ristrutturazioni mi abbia mai messo le mani al collo per ridurmi al silenzio.
E questa volta ha superato se stesso passando un'intera giornata a montare, avvitare, fissare qualsiasi cosa mi venisse in mente, da un numero spropositato di mensole alla libreria in corridoio, passando per lo smantellamento di un lavandino che gli avevo fatto murare meno di due anni fa e una serie infinita di piccoli lavoretti che fatico persino a ricordare.
E visto che per tutto il tempo mi ha avuta intorno, saltellante e agitata mentre montavo comodini e cassettiere porta giochi, a metà mattina, mi ha dato persino accesso alla sua cassetta degli attrezzi dove mi sono innamorata di un fantastico cacciavite a punte scambiabili al cui confronto il mio cacciavite spannato del secolo scorso è morto di vergogna.
Alle cinque e mezza, e solo quando anche l'ultimo pensile era fissato, lo abbiamo liberato, ma solo perché temevamo che la famiglia ci denunciasse per rapimento

Ma quando lui è uscito noi abbiamo potuto tirare fuori i pupazzi e la collezione di libri per l'infanzia che tenevamo in attesa da anni, e ora la camera degli ospiti può finalmente essere  una cameretta per bambini.



Per inciso, la mia infatuazione per il cacciavite di cui sopra deve essere stata proprio spudorata visto che il Cugino me ne ha comprato e recapitato a casa uno uguale in meno di una settimana...

Ah, Gio, negli ultimi due giorni, ha collezionato almeno sei ore all'ikea senza emettere un solo lamento, neppure quando gli ho fatto riempire DUE macchine di cianfrusaglie varie, neppure quando ho preteso che scegliesse quale tappeto rosa tra altri cinque tappeti rosa comprare e nemmeno quando ci ho messo 35 minuti a scegliere la seggiolina (sempre rosa) per la scrivania: quindi credo si ritenga ormai in odore di santità...e potrebbe non avere tutti i torti.


lunedì 24 aprile 2017

Si festeggia...

(sempre la nostra sedicesima settimana...)

Be, si, c'è davvero poco da dire...abbiamo passato il fine settimana a festeggiare, con amici, parenti, vicini, conoscenti: con chiunque volesse dividere con noi questo momento.
Venerdì, 4 ore dopo il grande annuncio, siamo andati a lavorare, ma credo di aver lavorato davvero poco, perché ricordo solo di aver ripetuto e ripetuto ancora la storia della più bella telefonata della nostra vita a chiunque venisse a chiedermi come andava.

Avrei dovuto fare più fotografie, non faccio che ripetermelo, per documentare ogni faccia sorridente che ci siamo trovati di fronte, per ricordare tutte le risate, gli abbracci, le congratulazioni che abbiamo ricevuto. Vorrei tanto aver tenuto traccia degli occhi lucidi, delle telefonate che non ci aspettavamo, degli amici che hanno pianto e di quelli che hanno urlato di gioia. Vorrei aver tenuto un diario di quei momenti, ma anche se non l'ho fatto ce li portiamo tutti nel cuore.

Sabato mattina abbiamo fatto sapere che chi voleva venire a brindare con noi non doveva che presentarsi: i primi amici sono arrivati alle tre, gli ultimi se ne sono andati alle due di notte...e Mauri è rimasto pure a dormire.
Ed è stata una giornata magica. E di tutta quella giornata è rimasta solo una foto mossa, sbilenca e mal inquadrata: l'unica che forse non serviva fare, perchè Mauri e le Unne sono sempre con noi.



(e si, abbiamo facce un po' stravolte, ma stavamo ridendo, brindando e mangiando dalle sette di sera...)

Però mi sono ricordata di fotografare le rose che mi ha portato il neo papà... che non si ricorda mai dei fiori a nessuna festa comandata, che non se li ricorderebbe neppure se glieli chiedessi con una domanda in carta bollata, ma ne porta un fascio quando proprio non te lo aspetti. 

E forse, proprio per questo, sembrano ancora più belli...





domenica 23 aprile 2017

21 Aprile 2017: da oggi siamo in tre

E alla fine Venerdì è stato "quel" giorno, quello che ormai aspettavamo da anni, quello in cui ci si sveglia e tutto è cambiato.
Ci ho messo due giorni a scrivere questo post, e anche ora non so bene come farlo. Perchè è inutile, non sono una narratrice sufficientemente brava da riuscire a descrivere tutto quello che abbiamo provato in questi giorni.

Quindi mi limito ai fatti: alla quarta convocazione in tribunale ce l'abbiamo fatta!
Venerdì mattina la cancelleria adozioni ci ha confermato quello che Gio sosteneva di sapere fin dal giorno prima: finalmente saremo una mamma e un papà.
Dopo anni passati ad immaginarci in partenza per la Cina, dopo corsi, libri sulla cultura asiatica e studi ossessivi (da parte mia) della lingua cinese ecco che la nostra è una adozione tutta italiana.

Della telefonata che ci ha dato la più bella notizia della nostra vita, purtroppo non ricordo quai nulla: dopo le prime sette parole ho cominciato a piangere e ridere assieme e temo mi si sia spento il cervello.
E anche adesso faccio fatica a credere siano passate solo 48 ore dal momento che aspettavamo da quasi sette anni. E visto che una cronaca dettagliata di quello che è successo sarebbe impossibile mi limito a registrare uno dei pensieri che vorrei già poter comunicare a nostra figlia

Cara Giraffina, devo dirtelo subito, sei entrata in una famiglia un po' svitata.
Perchè se la tua futura mamma non ha fatto che piangere di felicità, devo confessarti che gli altri non si sono comportati meglio.
Hanno pianto le nonne, come due fontane. La zia ha urlato come un'aquila e pianto pure lei. ma la zia, ti devo avvisare, urla sempre come una matta quando è contenta (e strilla pure da arrabbiata, da annoiata, da triste e da indaffarata...insomma, la zia grida di continuo!)
Papà no, non ha versato lacrime, ma solo perchè era troppo impegnato a saltare sul letto, come se avesse 5 anni e non 42, gridando e ridendo come un matto.

Gli amici di papà hanno esultato e si sono commossi per noi, le amiche di mamma hanno organizzato una festa e pianto quasi quanto mamma. Ha pianto Marika che sa benissimo cosa stiamo provando e Vale&Andre già aspettano di sapere tutto di te.
E poi per noi si sono commossi amici e colleghi, e vicini, cugini, cuginette e zii di cui tu non hai neppure ancora sentito parlare.
In realtà, in questo momento, non hai sentito parlare di nessuno di noi.
Eppure, anche se tu non lo sai, qui ci sono decine e decine di persone che ti hanno aspettato e hanno fatto il tifo perchè tu potessi arrivare fino a noi.

Da ora si ricominciamo ad aspettare, ma è un'attesa che non ci pesa più.
Da oggi aspettiamo solo di poterti incontrare...e sappiamo che manca poco.