lunedì 15 gennaio 2018

L'epifania tutte le feste si porta via?

Mica detto...
O meglio, alla fine si, ma l'importante è soccombere con dignità e accettare la sconfitta solo quando non ci sono altre via d'uscita .
Non deve sorprendere quindi che albero ed addobbi di casa nostra non siano tornati nelle loro scatole il sei Gennaio sera. 
Anzi!
Mia zia è riuscita a scovare una vecchia tradizione ligure secondo cui bisogna aspettare S.Antonio prima di disfare le decorazioni. Non sono per nulla sicura che sia una tradizione effettivamente esistente, non l'avevo mai sentita prima e se esiste ad inventarla sono stati sicuramente un gruppo di tossicodipendenti da festività, altre patetiche creature come me, drogate di glitter, festoni argentati e palline sbarluccicose. Non mi stupirebbe neppure scoprire che la zia se l'è inventata di sana pianta solo perchè le faccio pena. 
Comunque ho deciso, in meno di venti secondi, che era il credo che faceva per me e l'ho sposato con entusiasmo.



E nel frattempo ho usato tutti i giorni a disposizione per festeggiare e festeggiare ancora...Nel dopo Capodanno, quando tutti ormai contavano solo i giorni che li separano al ritorno in ufficio, noi abbiamo concentrato il meglio degli inviti.  
Cominciando con il 4 e il 5 Gennaio, quando ci siamo regalati una doppietta di non da poco: prima le "Unne" e poi "Vale&Andre"
Due inviti che normalmente separeremmo l'uno dall'altro da almeno due settimane di dieta a base di acqua e rucola scondita per contrastarne gli effetti devastanti.
Quest'anno invece siamo stati temerari e in un impeto (immotivato) di fiducia nel nostro buon senso ci siamo detti che un paio di merendine tra amici, leggere e frugali, sarebbero state facilmente gestibili.
Che stolti!
La merenda con le Unne è iniziata alle cinque del pomeriggio e si è conclusa a mezzanotte inoltrata, raggiungendo livelli di abuso alcolico che in questa casa non si vedevano dai festeggiamenti per l'arrivo di Sonia...e le foto lo dimostrano ampiamente. 
Non è andata poi molto diversamente con Vale e Andre: non abbiamo fatto notte solo perchè avendo anche loro un bambino piccolo sono stati costretti ad andarsene presto per metterlo a letto ad un'ora che non fosse da denuncia, ma l'abuso di dolcetti e brindisi è stato il medesimo. 


Il sette Gennaio poi, ad Epifania passata e feste ufficialmente chiuse da noi è stata la volta di Francesco e famiglia.
Mentre tutta Italia portava in tavola brodini ipocalorici e tisane snellenti noi servivamo polenta e cinghiale con contorno di grassi saturi a profusione, buttandoci con animo spavaldo in una di quelle giornate in cui ci si alza da tavola a pomeriggio inoltrato e per tutto il tempo non si fa che parlare e mangiare e parlare e bere... 

Insomma, posso dire con orgoglio di aver combattuto con onore fino all'ultimo per tenermi stretti gli ultimi scampoli di festività.
Ieri sera, purtroppo, ho spento definitivamente le lucette dell'albero e da oggi tutto è tornato negli scatoloni, in attesa del prossimo Dicembre.
La cosa  mi deprime tremendamente e conto di lamentarmi e fare la lagna per almeno un paio di settimane.
Ovviamente per limitare l'impatto emotivo di questa piccola, personalissima tragedia ho pensato che la soluzione migliore fosse  santificare al meglio quest'ultima domenica di "festa" .
Come?
Ma ovviamente invitando amici (Gaye e Simone e figlio) per un pranzo luculliano!
Tanto per far capire al 2018 di che pasta siamo fatti!


lunedì 1 gennaio 2018

Addio 2017...


...ti ricorderemo in eterno, questo è certo...

Ben arrivato 2018!!! ...dubito fortemente potrai reggere il confronto con il nostro 2017, che in barba alla numerologia spiccia è stato per noi l'anno delle grandi svolte, ma se vuoi comunque impegnarti, apprezzeremo qualsiasi cosa tu sia in grado di regalarci...




giovedì 28 dicembre 2017

A Natale puoi...

Anche questo Natale è finalmente arrivato e non ancora passato, perchè per me le feste finiscono solo il 6 Gennaio.
Non un minuto prima!
Ma un bilancio di questi due primi giorni ci sta e lo ammetto è stato tutto esattamente come me lo immaginavo: caldo, bello, agitato, divertente, emozionante e a volte complesso.

Innanzi tutto è giusto dire la febbre ci ha lasciato in pace, credo di aver spaventato pure i germi, ma per dispetto ha sterminato i nostri parenti di Chiavari mettendone ko sei su otto. Così eravamo "solo" in 12 al nostro pranzo del 25 Dicembre, ma abbiamo tenuto alto l'onore e festeggiato anche per gli assenti.

Per il primo anno abbiamo festeggiato il 24 sera nella nuova casa di mia suocera, che da poco è venuta ad abitare sopra di noi.
Questo vuol dire che io e Gio abbiamo madre, rispettiva suocera e zia ognuna a meno di 20 scalini da noi e ci vuole del coraggio per infilarsi coscientemente in una situazione del genere.
Ma contrariamente a quanto si possa immaginar questa situazione per noi è ottimale sotto un milione di punti di vista bene e tra i vantaggi c'è anche quello di non dover più correre da un pranzo ad una cena in giro per Genova. Ormai l'abuso calorico lo abbiamo a portata di mano...non dobbiamo neppure più tirare la monetina per decidere chi deve bere e a chi tocchi invece guidare (che poi si sa, alla fine a guidare ero sempre io!).
Così Sonia ha avuto una festa con un'invasione di parenti e  di regali il 24 sera, un'altra invasione di parenti il 25 a pranzo e una terza infornata di regali e invitati nella giornata del 26.
Immagino non stupisca che sia letteralmente morta di stanchezza ed emozioni, che dorma quasi 12 ore filate a notte e che non abbia aperto neppure la metà dei giocattoli che ha ricevuto in regalo (sembra le basti guardarli nelle loro scatole, impilati in ogni angolo di camera sua)
Insomma, se aspiravamo a stupirla possiamo dire senza dubbio di esserci riusciti!




Negli ultimi due anni le feste sono state teatro di alcune apocalittiche litigate tra me e mia madre.
Tradizione, si potrebbe dire.
E in parte è vero. Una tradizione che ha i suoi lati positivi: il racconto della nostra rissa sulla controversa proprietà delle palline dell'albero di Natale è ormai un pezzo forte del nostro repertorio natalizio e ci permette di intrattenere gli ospiti con risate assicurate. Solo che è un tantino stressante rischiare di cavare gli occhi a tua madre ogni anno solo per poter collezionare aneddoti gustosi.
Così quest'anno abbiamo provato ad eliminare un po' di stress e ci siamo concentrate ad ideare un menù classico che non ci costringesse ai lavori forzati per tre giorni e tre notti.
E se mia nonna ha servito affettati, insalata russa, olive, lasagne e cima con patate per anni avrà avuto i suoi buoni motivi.
Ospiti felici, pance piene fino a scoppiare e poca ansia in cucina.

Vorrei poter dire che questo ci ha permesso di arrivare al 25 senza un solo screzio, ma con i nostri caratteri sarebbe impossibile.
Però non ci siamo tirate le lasagne e non ci siamo prese per i capelli neppure quando abbiamo scoperto di aver fatto in due lo stesso regalo alla stessa persona (Scusa, Serre!!)
Il che non è poi male.

Quindi tutto da copione: abbiamo mangiato e bevuto, bevuto e mangiato, fatto foto (senza neppure troppe lamentele, sembra che la famiglia si stia abituando, finalmente) e spacchettato...
Il momento dello spacchettamento, in particolare, ha rasentato l'incredibile con somma soddisfazione dei bambini presenti, (bambini che per il resto della giornata si sono rotti l'anima a vicenda con una costanza e solerzia che definirei commovente: come fratelli nati sotto lo stesso tetto...  Ora so perché al termine delle feste mia madre finiva sempre con l’insaccare me e mio fratello. Non era cattiveria, ma solo autodifesa contro due che riuscivano a bisticciare anche su chi dovesse andare in bagno per prima)


Quest'anno invece l'idea di divisa Natalizia ci ha un po’ preso la mano.
Abbiamo organizzato una spedizione in centro solo per sceglierla e abbiamo optato per una maglia nera con dei fili argentati.Semplice ed elegante. 
Fin qui tutto bene.
Peccato che poi ci siamo lasciate prendere dall'entusiasmo e abbiamo finito con il comprarci anche un maglione per Santo Stefano, una robina appena appena vistosa, rosso fuoco e tessuto chiaramente con i festoni dell'albero di Natale. Basta infilarselo per sembrare delle balene di lustrini vestite ed avere un principio di orticaria ovunque ti sfiori la pelle.
Ma come rinunciarci? Era talmente kitch da rasentare la perfezione!

Sonia è in un milione di foto, ma in questo momento vogliamo evitarle una esposizione virtuale. Dopotutto tutti sanno già tanto di lei, non è detto che pure la sua faccia debba diventare bene comune.
Quindi le foto più belle non posso postarle se non oscurandole il viso. Ma posso giurare che la bambina è molto più fotogenica di noi, per fortuna sua.



Ora ci prepariamo per capodanno ed Epifania e mentre diamo gli ultimi ritocchi ai menù ragionando di sughi al cinghiale, arrosti al latte, antipasti ed aperitivi e pure un paio di merende per gli amici che ancora non abbiamo visto, una parte di me continua a chiedersi una e una sola cosa: ma se servissimo un intero pranzo a base di quattro salti in padella se ne accorgerebbe davvero qualcuno?

Prima o poi farò la prova…

sabato 23 dicembre 2017

Bollettino di guerra:

...tre recite saltate su tre a causa di stati influenzali vari (pazzesco in quante schifide manifestazioni di malattia possano esibirsi i bambini senza perdere neppure troppo il sorriso).
Forse siamo leggermente cagionevoli, ma non ci arrendiamo.
L'obbiettivo è godersi il 24 sera e la festa del 25 e possiamo farcela.
Manco un asteroide in rotta di collisione con la terra riuscirebbe a diminuire il mio spirito natalizio e rovinare quello che ho in serbo per Sonia!
Influenza, non ti temo!!!
Punto!

giovedì 21 dicembre 2017

Lavoretti Natalizi e non...

La produzione Natalizia è stata copiosa...e per il primo anno ci abbiamo lavorato  a 4 mani.
Sonia è una aiutante tremendamente umorale e con gusti tutti suoi,sempre con un'idea per stravolgere il progetto originale, ma è piena d'entusiasmo e soprattutto si diverte.
L'unico problema è che manifesta una insana predilezione per la colla a caldo, ma sembra ignorarne i rischi ed essendo mostruosamente sbadata ha rischiato di incollarmi al tavolo da lavoro più volte...

In ogni caso il mercatino di beneficenza della chiesa di Pino ha avuto il nostro primo contributo Madre&Figlia e tanto mi basta per esserne orgogliosa.



domenica 17 dicembre 2017

Manca poco, ormai...




Ci siamo, quella appena trascorsa è la penultima settimana prima di Natale: da oggi mancano solo sette giorni al 
grande evento!
A riguardo non posso sbagliarmi, perchè Sonia fa il conto a rovescio più volte al giorno: la sua attitudine alle feste invernali assomiglia pericolosamente alla mia.
Le sue aspettative sono mostruosamente aumentate da quando abbiamo addobbato casa e crescono esponenzialmente ogni giorno che passa. Se fossi una persona normale potrei anche aver paura di non riuscire a soddisfarle, ma diciamolo, il Natale è il mio punto forte e non temo nulla.
Neppure l'entusiasmo trascinante di una peste di sette anni!

Visto che dal 20 al 24 Dicembre perdo letteralmente coscienza di me, va da se che questi siano statigli ultimi giorni disponibili per le incombenze pre-festeggiamenti.
Che, in teoria, non dovrebbero esistere. Perché complice l’eccesso di tempo libero a mia disposizione quest’anno mi sono organizzata in maniera quasi maniacale: ho comprato l'ultimo dei regali a Novembre, ho addobbato casa come non si vede neppure nei film della Disney, ho tutte le playlist natalizie pronte su Spotify, ho scritto i biglietti d'auguri, stabilito i menù,  fatto scorta di panettoni e torroni prima ancora che arrivasse Dicembre, prenotato il parrucchiere e persino fatto tutti gli inviti per le intere festività...compreso quello per il pranzo del sette Gennaio. 
Insomma una perfetta macchina da guerra alimentata a cioccolata calda e biscotti allo zenzero e organizzata per ridurre lo stress al minimo ed evitare dimenticanze dell'ultimo minuto.
In teoria.
Perché, in pratica, io i miei regali li ho anche comprati, ma mia madre i suoi no e si sa, la genitrice al momento di scegliere è più indecisa di Amleto durante il famoso monologo.
E così nonostante tutta la mia preparazione ho finito con il passare la settimana facendo tutto quello che avevo giurato di non fare: sono andata negozio per negozio nel periodo peggiore dell'anno, sono entrata da Viberti con l'animo di una condannata al rogo e ho guardato attonita donne metterci venticinque minuti per scegliere una camicia da notte.
Ho patito la ressa dei posteggi in seconda fila, degli spintoni, combattuto contro ultraottantenni che pur di passarti avanti in una coda si tramutavano in centometriste e ingollato ettolitri di caffè… rendendo un pessimo  servizio ai miei nervi.
Così imparo a  non marcare stretta mia madre!

Ah, questo è il primo ritratto Natalizio che ci ha fatto Sonia. Posa compresa. Si, persino la mia espressione è stata decisa dalla fotografa.
Non so bene quale fosse il messaggio che voleva lanciare al mondo, ma gestisce messa a fuoco e luminosità meglio di Gio e mia madre messi insieme.

domenica 10 dicembre 2017

8 Dicembre: si comincia!!



Se il primo giorno di Dicembre è, con le sue promesse di festività in arrivo, una delizia, l'Immacolata da queste parti è un vero e proprio tripudio di entusiasmo.
Questa è l'unica festa comandata (e non) in cui in questa casa non si organizzi un pranzo/cena/merenda o aperitivo. Il che è già di per se un evento senza pari.
Ma c'è un motivo: non abbiamo tempo per pensare a quisquilie come il mangiare. L'8 Dicembre è il giorno delle decorazioni!
Come tradizione vuole, questo è il momento in cui mi sento autorizzata a tramutare questa casa in una succursale del villaggio dei folletti di Babbo Natale.
Il che vuol dire invadere la casa di scatole e scatoloni, sballare palline e nastri, montare l'albero, prepararsi a un'invasione di glitter, fiocchetti feltro e paillettes e soprattutto pregare ardentemente che i contatori reggano l'impatto delle duemila lucette che spargo in giro.
Dopo anni di fiera resistenza persino Gio è ormai assuefatto a illuminazioni, cioccolate calde, candele alla cannella e non protesta neppure più di fronte all'intera discografia di Bublè usata come sottofondo dalla colazione al bacio della buona notte.
Questo poi è il primo Natale di Sonia con noi e questo ha portato la mia ansia da prestazione a fare un triplo salto carpiato verso livelli raramente raggiunti.
Ansia che si è sublimata nell'acquisto, addobbo e posizionamento in ingresso di un festone supplementare di quasi due metri, una robina appena accennata che da sola invade il metà dello spazio vitale utilizzabile...giusto per non essere tacciata di scarso spirito natalizio.
Voglio dire, non vorremmo mica far passare alla bambina un Natale sottotono.
Sonia, dal canto suo ha affrontato tutto con il consueto equilibrio.
E' passsata dal saltellare intorno allo scatolone dell'albero ad annoiarsi alla quinta pallina sistemata, per poi tornare dieci minuti dopo più carica di prima e far passare meno di dieci minuti prima di cominciare a lamentarsi di quanto ci volesse a finire il lavoro. Però ha terminato la giornata correndo per casa come una ossessa esultando, strillando e letteralmente saltellando di gioia di fronte ad ogni decorazione.
Abbiamo dovuto penare per farle accettare che non le avremmo permesso di dormire tenendo accese tutte le lucine con cui le avevamo addobbato la camera.
Mi pare quindi di poter affermare che il Natale le fa lo stesso effetto che fa a me.

Quasi quasi sento un filo di pietà per il Povero Gio...

venerdì 1 dicembre 2017

Calendario dell'avvento: feste, arriviamo!!

Il mio amore per il Natale, si sa, sfiora la patologia, per non dire che va ampiamente oltre.
Non stupisce che quindi oggi io sia all'apice dell'esaltazione: il primo giorno di Dicembre in questa casa è festa grande.
Inizia il mese più bello dell'anno, da ora è tutta una tirata fino a Natale tra fiocchi e catenelle, concerti di Natale, Genova vestita a festa, luci e palline e pacchetti regalo.
Quest'anno, complici le mattinate libere ho già finito l'inventario degli addobbi, comprato quelli mancanti (o meglio aggiunto alla mia già sconfinata collezione altri addobbi di cui non avevo bisogno ma a cui non potevo assolutamente rinunciare: peggio di un tossico di fronte alla dose giornaliera), preparato un tot di oggettini per il mercatino di beneficenza della chiesa e comprato tutti i regali di Natale (un risultato epico che temo non riuscirò mai più ad eguagliare).

Per la prima volta mi sono pure levata la soddisfazione di preparare un calendario per l'avvento destinato a rimanere in questa casa e da questa mattina sulla nostra libreria ho potuto appendere il nostro primo calendario dell'avvento: fatto e riempito per il primo Natale di Sonia tra noi.


Ora non resta che farsi un chai latte molto speziato e godersi le feste!!


martedì 31 ottobre 2017

Ad un passo da Halloween...




Questa storia della maternità mi sta un pochino sfuggendo di mano.
Ammettiamolo io non sono abituata ad avere tutto questo tempo libero!
E nonostante ormai sia a casa da mesi, non ho ancora imparato l'equilibrio tra le cose da fare e l'enorme quantità di tempo che ho per farle: alle nove del mattino ho già fatto i letti, pulito la cucina, fatto partire la lavatrice e bevuto il terzo caffè.
E a quel punto non mi resta che guardarmi sconsolata in giro e interrogarmi sul mio ruolo nell'universo (e farmi  un altro caffè...e poi un altro).
Così visto che raccogliere granellini di polvere dal tappeto della bambina e organizzare la sua biancheria intima in scala cromatica non è poi così esaltante finisco col dedicare le mie energie ad attività altrettanto inquietanti.
Per capirsi, a inizio Ottobre avevo già ritagliato e cucito tutte le decorazioni autunnali, con tanto di fuori porta con fantasmino pronto per il nostro primo Halloween da famiglia bambino munita. Roba che persino Muciaccia e il suo Art Attack sembrano dei principianti allo sbaraglio.
La scorsa settimana, per un avviso che consigliava di controllare le teste per la presenza di pidocchi a scuola, ho messo in atto una disinfestazione che credo non si attuasse dall'epidemia di peste del 1600
Ovviamente di pidocchi e uova non ne ho visti nemmeno mezzi, ma mi pareva brutto non reagire con fermezza di fronte ad una possibile infestazione.
Giusto per fare capire a quelle bestioline che persone siamo.
Due giorni fa mi sono data alle composizioni floreali (con fiori rigorosamente finti) per ingentilire l'ultima, derelitta, mensola del nostro bagno. Che ora sembra il banco di un fioraio. Sarebbe bellissimo se senza accorgermene non avessi comprato dei crisantemi.
Insomma, fa un po' menagramo...
Ho quasi messo a punto una rotazione bisettimanale di pranzi e cene, per assicurare a tutta la famiglia il giusto apporto di fibre e vitamine (anche se Gio fa una incomprensibile resistenza al cavolfiore saltato).
In questo clima di nullafacenza la mia leggerissima ossessione per il Natale ha trovato terreno fertile.
E così, siamo al 31 di Ottobre e ho già comprato l'85% dei regali di Natale.
E quelli che non ho comprato li ho comunque già scelti.
Ho deciso il restyling della casa in clima natalizio: tende e cuscini nuovi, con l'aiuto della suocera che per essere una che odia il Natale ha manifestato una inimmaginabile predilezione per stoffa rossa e oro e in casa abbiamo praticamente messo a punto i menu per i prossimi dieci anni di feste comandate.

Insomma, troppo tempo e troppe idee bizzarre da mettere in pratica.
Grazie al cielo alle quattro la figlia torna da scuola e posso riprendere contatto con la realtà e dedicarmi ad attività molto più interessanti. Tipo litigare per i compiti, sbraitare per la doccia, minacciare per mangiare la verdura e borbottare per le pantofole perennemente in giro per la casa (qualcuno mi dica, vi prego, che colla usate per appiccicarle ai piedi dei vostri figli)

Forse è venuto il momento di iscriversi in palestra...

venerdì 20 ottobre 2017

Si scrappa!

Nei ritagli di tempo e con Sonia come consulente (e alcune sue azzardate opinioni sugli accostamenti di colori sono state eluse con l'inganno, spostando la carta appena lei girava l'occhio, lo ammetto), ma si trova ancora il tempo di scrappare.

Questo poi è un progetto iniziato mesi  (e mesi)fa e consegnato solo la scorsa settimana.
Sembra comunque che i destinatari abbiano gradito, nonostante credo si fossero belli e dimenticati di avermi commissionato l'album per il loro viaggio di nozze.