lunedì 31 ottobre 2016

Che settimana...

(Settimana 43: dal 24 al 30 Ottobre)

Questa settimana è stata decisamente faticosa.
I cambiamenti lavorativi che sapevamo all'orizzonte sono improvvisamente arrivati e non è sempre facile vivere i momenti di transizione con tranquillità. Quindi ce ne stiamo qui tra progetti vaghi, qualche ansia e la necessità di essere pazienti ed aspettare che le cose prendano la piega che devono.

Quindi per tirarmi su di morale,e distrarmi mi sono prenotata un fine settimana con le Bughette: pizza fuori, overdose di film e lavoretti creativi e la solita razione doppia di chiacchiere incontrollate.
Prima o poi i miei cugini mi chiederanno di pagare una retta mensile per affittarle come scacciapensieri. Sempre che non scoprano che in un fine settimana siamo in grado di abbattere ogni idea di alimentazione sana e naturale, perchè in quel caso dovrò invece espatriare velocemente.
Ma dopotutto i genitori si occupano di educazione e buone abitudini, le cugine di vizi vari ed eventuali...



Devo, però, infilarmi in testa che non ho più l'età per i selfie fatti da quasi struccata e con pessima luce: ne esco sempre come una controfigura della strega di Biancaneve!

lunedì 24 ottobre 2016

Furie domestiche e pomeriggi creativi: insomma l'autunno perfetto!

(Settimana 42: dal 17 al 23 Ottobre)

Ancora un paio di giorni di ferie passati ad occuparmi un po' della casa.
A volte mi prendono delle derive da perfetta mogliettina anni '50 che, giuro, mi terrorizzano.
Sono certa che questo squilibrio non sia ereditario: mio padre era un casinista cronico e mia madre è passata alla storia per essere la maga del riordino di facciata. All'esterno tutto perfetto ma se aprivi un pensile rischiavi che ti venisse in testa la casa intera
Gio sembra stranamente affascinato da questi attacchi di perfezione domestica, anche se fa in modo di starmi il più distante possibile in quei momenti: ha imparato a sue spese che finire a sbattere tappeti invece che a cazzeggiare su un divano è questione di un attimo se mi capiti davanti in quei momenti.

Per fortuna il sabato è scivolato via facendo cose divertenti: amiche e bimbi di amiche in visita.
Le mie colleghe hanno figli estremamente piacevoli, devo ammetterlo, e pure parecchio creativi. Più delle madri, a dirla tutta.
Personalmente ho vissuto momenti di puro panico quando, dopo aver fatto la furba e aver dichiarato che con il feltro sono in grado di fare tutto, mi sono sentita commissionare uno Scheletro Whiter di Minecraft. Manco sapevo di cosa si parlasse.
Mai sfidare un ragazzino di 10 anni...




(per inciso ce l'ho fatta, ma ho sudato sette camicie)

lunedì 17 ottobre 2016

Dell'Anniversario e Ielle Varie


(Settimana 41: dal 10 al 16 Ottobre)

Diciamolo subito, questa settimana è cominciata in salita.
Sabato scorso è arrivata la seconda convocazione da parte del tribunale. E già basterebbe questo a far esplodere di ansia un comune mortale.
L'incontro con il giudice era fissato per il mercoledì seguente e io e Gio abbiamo studiato a tavolino il piano perfetto per non farci abbattere da ansie ed eventuali delusioni.
Parole d'ordine: nervi saldi e NESSUNA aspettativa.
Il progetto prevedeva di andare in Tribunale Mercoledì, fare quello che c'era da fare e in ogni caso tenere a mente che Venerdì saremmo partiti per un lungo fine settimana milanese, per festeggiare i nostri sei anni di matrimonio tra una fiera di robivecchi e un mercatino delle pulci.
Ovviamente, il nostro programma ha cominciato a mostrare la corda fin da subito.
Lunedì mi sono alzata con la febbre e martedì ero in malattia.
Mercoledì con il raffreddore del secolo e una frebbriciattola insistente mi sono trascinata in tribunale, dove in barba a tutte le raccomandazioni di Gio, mi sono fatta letteralmente ammaliare dal bambino che ci è stato presentato.
Rimanere debitamente distaccati, non metterci sul cuore, non lasciarsi coinvolgere e non farsi trascinare da fantasie pericolosissime. Ho violato tutte queste regole in meno di due minuti.
Me lo sentivo già in braccio, quel bambino. E di nascosto ho passato la serata a scegliere tutine, golfini mignon e conigli di pelouches.
Venerdì mattina la doccia fredda: non eravamo noi la coppia scelta. E l'umore si è spiaccicato a terra.
A quel punto saremmo dovuti salire sul primo treno per Milano, staccare i cellulari e immergerci nel nostro anniversario dimenticando tutto il resto.
E invece no.
A Genova è scattata l'allerta meteo rossa. La stessa diramata prima del mio viaggio ad Istanbul, prima della nostra partenza per Zurigo, quella delle alluvioni che negli ultimi anni hanno messo più volte in ginocchio la città...insomma, pessimo segno e noi ci siamo lasciati influenzare.
Così abbiamo rimandato la partenza e passato un triste Venerdì di ferie ad autocommiseraci sul divano e Sabato, nauseati a furia di film scadenti e lo strascico di influenza, abbiamo deciso di partire prestissimo per provare a goderci quello che rimaneva del fine settimana.
Peccato che l'allerta meteo avesse paralizzato la rete ferroviaria della Liguria.
Completamente.
Da est a ovest. Da nord a sud.
Siamo rimasti lì, in stazione a guardare un treno venir soppresso dopo l'altro e alle 11, dopo l'ennesima cancellazione, abbiamo gettato la spugna e siamo saliti mesti mesti su un autobus per tornarcene a casa.
Di fronte al mio attacco di pessimismo cosmico condito da depressione senza fine Gio ha deciso di non arrendersi e così invece che tornare di filato a casa  prima ha trascinato la nostra valigia su e giù per i vicoli genovesi per farmi fare la turista nella nostra stessa città, poi ha passato mezz'ora in un negozio di perline e altrettanto fuori da un negozio di miscele di the per farmi comprare qualcosa che mi piacesse e ha terminato la sua mattinata portandomi in piazza de Ferrari, alla fiera del cioccolato dove in una giornata normale le pile di cremini e praline ripiene  mi avrebbero fatta sbavare come il cane di Pavlov,
E quando neppure pizza e baci di dama sono riusciti a farmi tornare il sorriso si è immolato con un coraggio commovente, proponendo un giro nell'equivalente del tunnel degli orrori di ogni maschio del globo: la Maisons du Monde!
Sai che tuo marito ti ama davvero quando decide di dedicare un tempo superiore ai 12 minuti al minuzioso esame di cestini per la biancheria, quando finge di apprezzare file intere di bicchieri e decorazioni natalizie decisamente troppo costose e fuori tempo e annusa con te ogni singola candela profumata per scegliere quelle più adatte al bagno.
Sai che ti ama follemente quando, nel posteggio della Maisons du Monde si lancia in una ballo forsennato al ritmo latino americano della filodiffusione solo per vederti ridere fino a non poterne più.
E su questo anche le ultime tracce di malumore sono definitivamente evaporate (e la nostra cena di anniversario ha definitivamente suggellato il ritorno del buonumore...).


Non credo stupisca che il mio collage fotografico altro non ritragga che qualche scorcio dei vicoli, che per altro, la mattina del sabato tranquilli e poco frequentati sono davvero splendidi


lunedì 10 ottobre 2016

Strana, stranissima settimana.

(Settimana 40: dal 3 al 9 Ottobre)

Emotivamente più impegnativa di quanto potessimo immaginarci.
Martedì abbiamo avuto un incontro con il Tribunale di Genova che non si è concluso come speravamo e devo ammettere che ne siamo usciti frastornati e con il morale a pezzi.
Una volta ad un corso ci è stato detto che nulla è facile quando si parla di adozione  e sono costretti ad ammettere che è proprio così.
A volte mi sento tirata e mollata da tutte le parte, sempre a fare i conti con quello che spero, immagino e aspetto...
Credevo di essermi preparata ad ogni ipotesi, ma scopro che non è così.

A questo si è aggiunto un momento di panico proveniente dai gruppi di adozione in Cina dove, da un giorno all'altro hanno iniziato a rincorrersi notizie sempre più preoccupanti riguardo i tempi d'attesa che sembravano essersi dilatati di anni.
E' in questo clima tra il depresso e il puro panico che mercoledì siamo saliti a Torino, dove con la scusa del corso per futuri "nonni adottivi" abbiamo chiesto a CIFA un incontro privato per discutere di tempistiche e disponibilità.
Così ad un giorno esatto dalla batosta in Tribunale ci siamo trovati tra le mani di Cinzia e Benedetta, psicologa una e Referente Cina per il CIFA l'altra che in un lunghissimo colloquio ci hanno rimessi letteralmente a nuovo.
Quando siamo usciti da lì, oltre che rassicurati su tempistiche che in questo momento sono le stesse identiche del giorno in cui abbiamo conferito mandato all'ente, eravamo di nuovo tranquilli, fiduciosi, rilassati e soprattutto padroni dei nostri nervi.
A dimostrazione che quando abbiamo scelto l'ente abbiamo davvero avuto la fortuna di trovare quello perfetto per noi.

Così ci siamo potuti godere un bell'aperitivo rilassante prima e una lunga cena a fantasticare con i futuri nonni dopo. Di nuovo con un milione di progetti e aspettative a una valanga di sogni ad occhi aperti!

Il giorno dopo, l'adorata Suocera ci ha trascinati in una corsa per il centro di Torino dove in poco più di 4 ore è riuscita a farci battere il record di monumenti visitati in una sola giornata.
Mia madre non credo si riprenderà prima del nuovo anno...



Abbiamo iniziato la settimana con una doccia gelata e in meno di ventiquattrore eravamo di nuovo su di giri come trottole... Spero la caratteristica fondamentale di un genitore adottivo non sia l'equilibrio assoluto, perchè nel caso questa settimana su questo aspetto sono stata fortemente carente.


Piccolo aggiornamento del sabato:
Il tribunale ci ha nuovamente convocati per martedì prossimo... ok, le montagne russe sono nulla a confronto di questa settimana.
E ringraziamo la serata con Vale e Andre capitata a fagiolo per una full immersion con le uniche due persone che in questo momento sono in grado di capire quello che proviamo ancora prima che noi lo si dica a voce alta: l'idea di salire sull'aero per Pechino assieme a loro è uno di quei sogni ad occhi aperti che ha il potere di calmarmi immediatamente...


lunedì 26 settembre 2016

Cene tra amici...di nuovo...

(Settimana 38: dal 19 al 25 Settembre)

 
Settimana lavorativamente brevissima.
Dopo essere stata a casa Lunedì e Martedì, per godermi la coda dei festeggiamenti per il mio compleanno con tanto di giretto in centro con mia madre (che ha la stessa propensione allo shopping della sottoscritta ed era pure in giornata di grazia) e giro per mobili in Piemonte (dove mi sono letteralmente innamorata di un armadio  che sembrava uscito direttamente dalle Cronache di Narnia e che nessuno mi ha lasciato comprare solo perchè in casa non c'è uno spazio in cui infilarlo...) ho lavorato due giorni per fermarmi di nuovo in ferie anche Venerdì.
Per una lodevole motivazione, però, perchè ho passato il pomeriggio tra meringate, mousse al cioccolato e altre piacevolezze culinarie destinate alla cena del sabato sera.

Cena che è andata più che bene, nonostante gli avanzi funesteranno la mia dieta a lungo.
Ho un chiaro problema con le dosi dovuto, ne sono certa, all'influenza nefasta di mia nonna che aveva perennemente l'ansia che qualcuno si alzasse da tavola senza essersi nutrito a sufficienza.
Esattamente come lei cucino il doppio del necessario.
Purtroppo, a questo riguardo, devo rassegnarmi a ridurre i miei inviti o imparare a preparare cene extralight perchè ormai, tutti gli amici che ho o sono sulla soglia dei 40 o già l'hanno attraversata e come me contano ogni caloria presente sulla tavola finendo preda dei sensi di colpa ad ogni boccone che ingurgitano.

Brutta cosa l'invecchiare...





lunedì 19 settembre 2016

Compleanno!

(Settimana 37: dal 12 al 18 Settembre)

Credo di aver ampiamente ribadito di non essere di quelle donne che si turbano per il passare del tempo.
Ora, non che mi stiano troppo simpatiche quelle moleste rughette che da un giorno all'altro hanno cominciato a farsi vedere intorno agli occhi e neppure faccio i saldi di gioia a  rendermi conto che il fisico dei vent'anni è ormai un ricordo o che la tinta per i capelli non è più un vezzo, ma una drammatica necessità, però queste cose non mi infastidiscono più di tanto.
E soprattutto non sono sufficienti a farmi vivere il periodo del compleanno come una sorta di palude di dolore e disperazione.
A me compiere gli anni piace. Di più, a me il compleanno piace festeggiarlo con la stessa pompa magna della regina Elisabetta
Una torta e via nel pranzo della domenica?
Ma siamo matti?
Io festeggio per una settimana. Rompo le scatole ad amici e parenti già un mese prima per essere certa che si ricordino della data, mi aspetto regali, auguri e non chiedo la riverenza solo perchè siamo fuori epoca.
E quest'anno non ha fatto la differenza.
Quindi 4 giorni di ferie e festa grande!! Ho cominciato il 16 sera e ho finito quasi una settimana dopo.
Mancano però le foto a testimoniarlo: in questo periodo scatto con deplorevole parsimonia.

Le uniche foto scattate? Quelle con Vale e Andre, che la sera del mio compleanno sono venuti a cena con noi.
Sarà l'ennesimo segno del destino? :-)



Si, lo so...sembro una foca stanca, ma che dire, ultimamente dormo sempre di meno


Per inciso, questa è la fotografia del regalo più bello che potessi ricevere: il ciondolo che Gio mi ha comprato in Francia.

lunedì 12 settembre 2016

Si va in Francia

(Settimana 36: dal 5 all'11 Settembre)

Dopo il successo dello scorso anno, io e Gio abbiamo subito deciso di bissare l’esperienza e sabato scorso siamo partiti per la nostra gita in pullman con la Croce di Pino.
Che detto così può sembrare davvero poco avventuroso, lo so.
E anche a raccontarlo più nel dettaglio la prima impressione non può che essere confermata.
Il viaggio annuale della PA di Pino Soprano non è paragonabile allo scalare il monte Bianco o ad una traversata del deserto del Sahara. Ad organizzarlo è (come per i peggiori bamboccioni italiani) mia madre e sull'autobus l’età media è più vicina ai settanta che ai sessanta. Immagino manchi soltanto la vendita di pentole durante il tragitto per realizzare gli stereotipi peggiori.
Eppure la brutale realtà è che i tre quarti dei partecipanti avevano una vitalità doppia della nostra. In pullman, mentre noi sonnecchiavamo stroncati dalla sveglia all'alba loro  hanno fatto più confusione di una scolaresca in prima media hanno mangiato e  bevuto con più slancio di noi (anche se Gio, alle prese con una bistecca regala sempre performance al limite della perfezione)  e mentre dopocena noi siamo saliti in camera a riposare loro hanno passato la sera a zonzo per la città.
Quindi, messo agli atti che in realtà siamo noi quelli che vanno a  rimorchio, va detto che ci siamo divertiti davvero tanto. Abbiamo visitato un bel pezzo della Francia meridionale, scattato fotografie, ci siamo fatti scarrozzare da un punto panoramico all'altro e per due giorni abbiamo smesso di pensare ad adozione, lavoro, macchina da riparare e mobili da comprare.

E fa bene tralasciare le cose serie ogni tanto.

Prima tappa Cassis e una escursione in barca per vedere le Calanques. Peccato che un'ora in barca, seppure a vedere paesaggi spettacolari sia ampiamente deleteria per una che soffre il mal di mare anche su un pedalò.








Poi la mia preferita: Castellet, che in effetti non è molto diversa dai paesini che abbiamo visitato lo scorso anno nei nostri giri sulle vie della lavanda, persino il nome è simile...
Ma che dire, la Provenza rappresenta in pieno il mio ideale di bellezza, quindi ben vengano cittadine dal centro minuscolo, casette di pietra, persiane di legno, gatti acciambellati sulle finestre, piazzette che sembrano uscite dritte da un libro illustrato e insegne in ferro battuto, ceramiche decorate a mano, profumi, lini e cotoni a far mostra di sè ad ogni angolo di strada.







Domenica siamo tornati sul mare a Villa Ephrussi e il suo fantasmagorico giardino.
Non si capisce perchè una negata per la vita all'aria aperta come me finisca per andare in estasi di fronte ad un giardino ben curato.
A casa mia riesco ad ammazzare persino le piante grasse e se non fosse per l'intervento di mia madre neppure il rosmarino rachitico sul mio balcone  sarebbe ancora vivo, ma se vedo un'aiuola ben curata mi tramuto nella più ossessiva delle fotografe. Qui ho completamente disdegnato la villa, ma avrei fotografato ogni sassolino, scala e fiorellino dello splendido guardino.


E per finire tappa a Mentone dove tra un profumo, una ceramica e ceste di saponette aromatizzate abbiamo aspettato l'ora di tornare a casa (e dove io Gio e qualche altro eroico passeggero abbiamo vergognosamente perso la nostra battaglia con un bagno pubblico che fino a pochi minuti prima aveva funzionato perfettamente e che ha rischiato di farci perdere il pullman).


lunedì 5 settembre 2016

Settimana 35...e niente più...

(dal 29 Agosto 4 Settembre)

Questa settimana mi sembra di essere una casalinga disperata.
Quando lo shopping on line smette di riguardare collane libri o scarpe con tacco 12 e si concentra su essenze profumate per la casa e stendibiancheria (si, pure quelli...)e la fine è vicina...

C'è poco da dire!


lunedì 29 agosto 2016

Si ricomincia...

(Settimana 34: 22- 28 Agosto)

Non è ancora settembre, ma c'è poco da dire: gli italiani sono tornati dalle ferie e sono più agguerriti che mai.
Quindi si lavora e il mio fidato compagno della settimana è stato il caffè freddo, perché fa troppo caldo persino per il mio solito macchiato (anche perché il mio compagno di scrivania è un freddoloso cronico e mi chiude a tradimento i condizionatori...).
Io intanto aspetto la fine dell'estate e finalmente vedo la meta avvicinarsi (ieri mi sono trovata a parlare di feste di Halloween e decorazioni natalizie, sono chiaramente al mio limite...).
Mentre aspetto l'arrivo dell'autunno c'è stato lo spazio per l'annuale cena di quartiere.
Che ormai è più frequentata della festa dell'Unità. Quest'anno c'erano figli, cugini, amici e via di seguito...nel giro di un paio di anni dovremo prendere in affitto la piazza di qualcun'altro.



lunedì 22 agosto 2016

Settimana di Ferragosto: finalmente!

(Settimana 33: dal 15 al 21 Agosto)

Noi in realtà abbiamo lavorato, ma avere tutta Italia in ferie ha i suoi lati positivi.
Strade vuote, posteggi liberi, supermercati deserti e soprattutto pochissime telefonate al call center. Per una settimana sembrava quasi di potersi annoiare... ogni tanto...
L'unico vero problema è stata la contemporanea chiusura di tutti i posti in cui normalmente mangiamo, lasciandoci solo con un bar: cinque giorni di pranzi terribili e caffè indescrivibili.




Basta poi un pranzo con le Unne a rendere perfetta una settimana? Direi proprio di si.
E tra la partita a carte più combattuta che si sia mai vista (Gio e Paola erano pronti ad uccidere pur di accumulare monete d'oro) e i balli forsennati di Fish a suon di disco music anni '70 sfido chiunque a non rilassarsi.



Cosa facevo io mentre loro ballavano e giocavano a  carte (e si davano all'alcool: la riserva di limoncello di mia madre è stata letteralmente saccheggiata)? Ma è ovvio, facevo da materasso a Simone. Giusto per allenarmi a vivere in funzione di un pargolo...